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Chiara Saraceno
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Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La dieta dei cittadini
interessa i governanti
Luca Mercalli
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Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, maggio 2018
08.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, primo trimestre 2018
06.06.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 18 giugno 2018.
06.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2018
01.06.2018
In occasione della "Settimana europea per lo sviluppo sostenibile", in programma dal 30 maggio al 5 giugno 2018, il Dipartimento del territorio (DT) ha aggiornato le pagine del proprio sito tematico, mettendo in evidenza attività e progetti promossi in collaborazione con i numerosi partner [www.ti.ch/sviluppo-sostenibile]

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Elisabetta Moro
La dieta dei cittadini
interessa i governanti
Elisabetta Moro
Chi è
Elisabetta Moro è professore di antropologia culturale, mitologie contemporanee e tradizioni alimentari del Mediterraneo all'Università di Napoli.
Dal menù alla carta al menù nella carta costituzionale il passo è breve. Un’idea intelligente e al tempo stesso provocatoria. Inserire tra i compiti della Confederazione l’educazione alimentare dei cittadini. Apparentemente è un azzardo mescolare cibo e diritti, principi nutrizionali e principi costituzionali.
Eppure si tratta di una nuova frontiera del governo degli uomini e dei processi produttivi, dei corpi e dell’ambiente. Di una vera e propria sfida biopolitica. Perché la dieta non influenza solo il nostro indice di massa corporea, in questi giorni sottoposto alla verifica della fatidica prova costume. Ma incide in maniera decisiva sulla salute e sull’aspettativa di vita. Sulla qualità della vecchiaia. Come sullo sviluppo psicofisico, più o meno corretto, dei bambini. Insomma, quando Ludwig Feuerbach diceva che siamo quello che mangiamo, non scherzava. Semmai non immaginava quanto avesse ragione. Nel frattempo gli studi scientifici internazionali sono arrivati ad un punto fermo. E cioè che la sana alimentazione è costituita da quella famosa piramide alimentare che l’Organizzazione mondiale della sanità cerca di fare entrare nelle nostre zucche da più di vent’anni e che si riassume in due semplici parole: dieta mediterranea. Nonché nei suoi sinonimi: cucina italiana, greca, spagnola, provenzale, magrebina, libanese, turca. Per non andare troppo lontano. Ma anche quella giapponese e asiatica tradizionale possono rientrare a pieno titolo in un ideale Mediterraneo allargato.
Il problema è che la generale sottovalutazione di queste conoscenze e il fatto che non vengano considerate essenziali nella formazione dei cittadini, porta i più a seguire diete sbagliate, scriteriate, modaiole. In una parola, malsane. Così l’obesità sta diventando un flagello biblico e uno stigma sociale, che colpisce soprattutto i ceti deboli. Configurandosi come una vera e propria ragione di disuguaglianza civile. Che merita tutta l’attenzione dei costituzionalisti.
08-07-2018 01:00


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