Dello stesso autore
di 0
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

Sgravi fiscali per tutti
con un taglio del 5%
L'INCHIESTA

L'estate al museo
con 100mila visitatori
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Nelle città turistiche
non si santifica la festa
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Lehman Brothers
e la fine del sogno Usa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I missili non aiutano
la Siria senza pace
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”
06.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2018
05.09.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 17 settembre prossimo
31.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2017
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Guido Olimpio
Chi è
Si occupa di terrorismo internazionale e Medio Oriente, lavora al "Corriere della Sera" come inviato negli Stati Uniti
Gli informatori degli americani in Russia sono muti, se ne stanno rintanati, temono di compiere passi falsi. Il flusso di informazioni - secondo rivelazioni raccolte dal New York Times - si sarebbe diradato creando problemi nell’analisi delle mosse del Cremlino.
L’allarme, fatto trapelare volutamente sul grande quotidiano, esce in una fase critica. Grandi dispiegamenti di forze in Europa, esercitazioni della Nato e russe, riaccendersi delle tensioni in Siria per una temuta offensiva sulla sacca di Idlib, il dialogo con la Corea del Nord subito spezzato, l’inchiesta sul Russiagate. A Washington vorrebbero saperne di più, però sostengono che le gole profonde si sono "immerse". Problemi anche a Oriente, nel teatro cinese: qui l’intelligence statunitense ha perso in passato molte pedine, schiacciate senza esitazione da Pechino, ed ha scoperto degli infiltrati nelle sue linee. Notizie che sorprendono fino ad un certo punto.
C’è un livello di eccezionalità, ma forse solo perché se ne parla di più. I veterani della Guerra Fredda, con una vena di reducismo, rammentano le acrobazie di quegli anni, le operazioni in territorio ostile, l’impossibilità a volte di agganciare chi era disposto a collaborare.
Dopo il secondo conflitto mondiale, quando il duello con l’Urss è diventato aspro, lo spionaggio statunitense ha dovuto cambiare metodo e mentalità. Intanto perché non aveva molti contatti oltre la Cortina di Ferro: non era come oggi dove i movimenti sono relativamente facili e puoi vivere senza tanti problemi a Mosca. Inoltre, per molto tempo, i vertici della Cia diffidavano dei sovietici che si offrivano di aiutare, uomini e donne disposti a tradire la "madre patria" in cambio di denaro, per risentimento o ragioni ideologiche. Negli Usa pensavano che potesse essere un inganno del Kgb per intossicare con dati falsi.
Famoso - e non unico - il caso di Oleg Penkosvsky. Pronto a fornire news riservate proverà ad agganciare, con una lettera, un americano a Mosca nel luglio del 1960. Tentativo andato a vuoto. Riproverà nell’aprile del 1961 contattando, sempre con una missiva, un uomo d’affari britannico che finalmente passerà la segnalazione al servizio MI6 a Londra e da qui arriverà alla Cia. Sarà un elemento importante, prezioso che tuttavia farà una brutta fine: arrestato nel 1962 sarà giustiziato l’anno dopo.
Ben sapendo che consolati e ambasciate erano controllate in modo ossessivo, alcuni di questi russi dovevano usare scorciatoie insidiose e inesplorate. Bussavano al vetro dell’auto di un diplomatico americano intento a fare benzina e gli passavano un piccolo messaggio, in talune situazioni lo gettavano letteralmente all’interno dell’auto. Gesti rapidi sempre nel caso che la polizia segreta fosse in caccia. Poi una volta stabilito un canale si passava alla seconda fase, quella della trasmissione di documenti e microfilm.
Gli americani costruiranno piccole macchine fotografiche che daranno ai loro "ganci" sovietici, poi inventeranno dei "gusci" dove poter lasciare la pellicola, l’appunto. Alcuni erano davvero geniali. Il finto topo morto, un pacchetto di sigarette usato e "stropicciato", una sorta di chiodo che custodiva all’interno uno spazio, la falsa pietra, una moneta. Li piazzavano in un vicolo, sotto l’albero in un parco, lungo un’aiuola, un qualsiasi luogo raggiungibile dalla spia senza destare troppa attenzione. Che, quando aveva qualcosa, tracciava un segno prestabilito su un muro, su una cassetta postale: era come un ping di un messaggio radio. Il funzionario della Cia capiva che "c’era posta per lui".
Potevano però passare settimane o mesi senza alcun cenno da parte della talpa. Magari erano sorte difficoltà, l’informatore temeva per la sua vita e attendeva tempi migliori. Sempre che non lo avessero individuato mandandolo davanti al plotone di esecuzione. Nel silenzio più totale. Pagine drammatiche tramandate dai libri, raccontate da testimoni, storie poi non così lontane.

(2 - fine / La precedente puntata  è stata pubblicata domenica 9 settembre)
16-09-2018 01:00


La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

"Florence"
declassato
ma vittime
e danni

Città del Messico:
sparatoria
in pieno centro,
morti e feriti