Dello stesso autore
di 0
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La rivolta dei medici
contro il loro vertice
L'INCHIESTA

"Col telelavoro avremo
impiegati più motivati"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

L'Emmental migliora
con il rock e Mozart
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il sogno globalista
sulla "via della seta"
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La labile ideologia
dei nuovi terroristi
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

Loretta Napoleoni
Il sogno globalista
sulla "via della seta"
Loretta Napoleoni
Chi è
Esperta di economia internazionale e terrorismo. Ha pubblicato vari libri; l'ultimo uscito è 'Democrazia vendesi'.
Ultimamente si parla molto della Nuova via della seta, specialmente in relazione alle trattative tra Pechino e le singole nazioni europee che dovrebbero farne parte. Il fatto che la Cina si rifiuti di negoziare con l’Unione europea viene visto da molti come la conferma che questo ambiziosissimo progetto nasconde desideri di dominio. È vero?
Concepita da Xi Jinpin, la One Belt, One Road - questa la dizione ufficiale in inglese - è il coronamento del sogno globalista della nuova Cina. Ed infatti è stata inserita nella costituzione del partito comunista che dà anche mano libera a Xi per costruirla e gestirla. Per ora, il matrimonio tra Cina e globalizzazione è un’unione felice, lo ha chiaramente specificato Xi a Davos nel gennaio del 2018. In quello storico discorso il premier cinese dichiarò che Pechino non solo crede nella globalizzazione, ma vuole esserne uno dei motori principali attraverso la creazione della Nuova via della seta. Di certo la relazione complessa tra occidente e globalizzazione non è altrettanto felice.
Siamo di fronte ad un nuovo piano Marshall? Una delle interpretazioni più gettonate è proprio questa, che la Nuova via della seta sia un progetto di questo tipo e che abbia come obiettivo finale il consolidamento della supremazia cinese nel villaggio globale.
In effetti le similitudini sono molte. La Cina ha già speso 210 miliardi di dollari, principalmente in Asia, del costo complessivo, stimato intorno ai mille miliardi di dollari. Parte di questi fondi sono stati concessi come prestiti alle nazioni coinvolte nel progetto per finanziare la costruzione delle infrastrutture necessarie. Dove i governi debitori sono stati incapaci di completare i progetti o non sono stati in grado di ripagare i debiti, Pechino è subito intervenuta, come avvenne con Washington nel secolo scorso. Ha acquistato i diritti di gestione dei porti o ha usato il debito quale leva politica. Nel 2011, ad esempio, i cinesi hanno cancellato un debito di cui non si conosce l’ampiezza con il Tajikistan in cambio di 1.158 chilometri quadrati di confine tra le due nazioni parte di una disputa territoriale.
L’amministrazione Trump sostiene anche che la Nuova via della seta verrà sfruttata da Pechino come una piattaforma militare: se la rete serve a trasportare più velocemente ed efficientemente le merci svolgerà lo stesso ruolo per il trasporto delle truppe. L’anno scorso, infatti, la Cina ha inaugurato una base militare a Djibouti. Gli Stati Uniti nel dopoguerra fecero la stessa cosa nel Pacifico ed in Europa.
Come con il piano Marshall, la Nuova via della Seta offre alle imprese cinesi vantaggi maggiori rispetto a quelle locali, ed infatti le prime si sono già assicurate 340 miliardi di dollari in contratti ed appalti.
Non c’è dubbio che il completamento di questo progetto commerciale e marittimo consoliderà la posizione di leadership della Cina, come il piano Marshall cementò quella americana sia sul piano economico che su quello militare. Ma dal momento che frenare l’ascesa della Cina è ormai impossibile, forse la soluzione migliore sarebbe contenerla e di certo il modo per farlo è partecipare alla Nuova via della seta influenzandone il funzionamento e gli scopi non ignorandone l’esistenza.
24-03-2019 01:00


La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
a Londra marcia
per un nuovo
referendum

Gilet gialli,
un sabato
tranquillo