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La rivincita del sordomuto
che sognava la ferrovia
Andrea Stern


Sognava un lavoro in ferrovia. Ma è sordomuto dalla nascita e quindi non è stato accettato. Allora Bruno Pedrini ha rimediato facendosi una ferrovia tutta sua. "Oggi sono costruttore di treni e di binari – spiega -, sono ingegnere, macchinista, capostazione e pure controllore. Ho realizzato il mio sogno".
La ferrovia di Bruno Pedrini si trova a 1960 metri di quota. Ad Am Bach, una minuscola frazione del comune grigionese di Avers, dove lui, nativo di Ponte Tresa, ha potuto realizzare il sogno che si portava dietro fin da quando era bambino. "In Ticino – osserva – per una persona sorda non era facile vivere. Inoltre non avrei mai potuto permettermi una casa con un grande giardino come qui in montagna".
Il giardino. È lì che Bruno Pedrini ha costruito nell’arco di quattro anni un complesso sistema ferroviario in miniatura con oltre 200 metri di binari che attraversano viadotti e gallerie. In casa, invece, durante i lunghi inverni grigionesi l’autodidatta ferroviere ha fabbricato più di una ventina di vagoni, tutti curati nei minimi dettagli. Negli ultimi mesi, durante il periodo di isolamento forzato, si è cimentato anche con le locomotive. E così durante la recente Ascensione, appena sciolta la neve, Bruno ha potuto battezzare i nuovi convogli del percorso ferroviario di Am Bach.
"Un capolavoro, un’attrazione turistica che andrebbe valorizzata, una perla nascosta, incredibile", sono solo alcuni dei commenti lasciati su Booking.com dagli ospiti di Bruno. Sì, dagli ospiti, perché insieme ad Alistair, il suo compagno scozzese, Bruno ha trasformato la grande casa di Am Bach in un accogliente bed and breakfast. "Per noi è un’attività importante – spiega -, perché a parte una mia piccola rendita di invalidità non abbiamo altre fonti di reddito. Inoltre ci piace accogliere ospiti da tutto il mondo. Viviamo in un posto isolato ma amiamo la compagnia".
E nonostante sia sordomuto, Bruno è uno che riesce a farsi capire. "Italiano, francese, tedesco, inglese, ho persino imparato un po’ di norvegese – sottolinea – durante i miei viaggi attraverso il mondo. Ho tanti amici udenti, preferisco stare con loro che con altri sordi. E in qualche modo riusciamo sempre a capirci". Per gli abitanti di Avers, Bruno è diventato un personaggio popolare. "I bambini adorano i miei trenini – osserva – e io adoro vedere i loro occhi che si illuminano mentre li guardano girare".
Bruno Pedrini parla da uomo realizzato. Pur dovendo vivere con un handicap, ha comunque realizzato i suoi sogni. Compreso quello di diventare prete. "Una ventina di anni fa - racconta - ho provato a diventare diacono nella Chiesa cattolica romana. Ma ho trovato troppi ostacoli. Come sordomuto sarebbe stato impossibile. Un po’ deluso, ho cercato altro. E sono stato accolto a braccia aperte nella Chiesa cattolica liberale". L’aspirante sacerdote ha studiato. Molto. Finché, una decina di anni fa, è riuscito a coronare anche il suo sogno religioso. "Sono stato ordinato vescovo - dice orgoglioso -. La mia è una Chiesa indipendente, in tanti non la riconoscono. Ma io non mi sento un eretico, sono solo un cristiano che cerca la comunione con Dio". Un "vescovo" che continua a coltivare le sue amicizie nell’ambito della Chiesa cattolica romana. "Sono molto grato a don Paolo di Massagno - racconta - che mi è sempre stato vicino. Siamo amici. E in occasione del funerale della mia amata mamma mi ha affidato la benedizione. Per me è stato un momento molto importante".
a.s.
30-05-2020 23:30


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