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16.10.2018
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11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
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26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”

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DIARIO di Giuseppe Zois
Immagini articolo
La pena di morte
disumana vergogna
Giuseppe Zois


Caro Diario,
la Giornata mondiale contro la pena di morte, mercoledì, ci ha portato a riflettere quest’anno sulle condizioni di detenzione delle persone condannate. Alla disumanità della pena capitale si aggiunge quasi sempre, purtroppo, anche la barbarie di isolamenti interminabili, con assenza di ogni forma di rispetto dei diritti civili e politici. Ci sono governi che notificano l’esecuzione ai prigionieri e ai loro familiari pochi giorni o addirittura poche ore prima. Concezione di un dominio totale dello Stato sulla persona. È doloroso parlare della pena di morte ancora nel 2018, ma si spera che si possa giungere ad abbandonare dappertutto la vergogna del patibolo.
IL RAPPORTO di Amnesty contiene qualche segnale di ottimismo verso una globale abolizione della pena di morte. Nel 2017 le esecuzioni sono state 993 in 23 Paesi: il 4% in meno rispetto al 2016, ma il 39% in meno se il confronto è con il 2015. Il boia continua purtroppo a colpire soprattutto in 4 Paesi: Iran, Iraq, Arabia Saudita e Pakistan. Poi c’è la voragine nera della Cina, dove le cifre restano segrete. A questa lista vanno aggiunti Giappone, Malaysia, Bielorussia e Ghana, segnalati e deprecati per accanimento crudele nella detenzione. Sconcertante il caso di Matsumoto Kenji nel Giappone, in isolamento - perdurante - nel braccio della morte, per omicidio, dal lontano 1993. Stupirsi che soffra di delirio?
ORA L’OPINIONE pubblica mondiale è scossa dal caso di Mohammad Reza Haddadi, pure condannato a morte in Iran per omicidio risalente al 2004, quando aveva 15 anni. La pena capitale dovrebbe essere esclusa fino al compimento dei 18 anni: anche l’Iran è firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite, ma continua a uccidere. Dal 2005 nel Paese degli ayatollah sono state eseguite 88 condanne a morte di minorenni (al momento del reato) e altri 80 sono in attesa. Tra questi c’è Haddadi che oggi ha quasi 30 anni e che per ben 6 volte si è visto fissata la data dell’esecuzione, poi rinviata all’ultimo minuto. Ora è di nuovo in pericolo di forca. Aveva confessato un omicidio perché costretto da due coimputati, che più tardi lo hanno scagionato. Ma non è servito. Processo iniquo, confessione esorta, condanna alla pena capitale.
PROVIAMO a pensare allo stato d’animo di questi detenuti, segregati in cella. Giorni e notti da incubo. Un tempo interminabile, opprimente, di macabre attese. Quanto manca alla fine della rabbrividente conta? È una tortura infinita, ancor più intollerabile quando non si ha colpa. La cinica macchina della morte continua a chiudere gli occhi, nel cupo ripetersi di copioni agghiaccianti. A che cosa servono queste esecuzioni? Nulla può ricominciare se non dalla vita.
14-10-2018 01:00
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