function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Altri articoli
di 0
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Cina un Paese-partito
frenato dai suoi leader
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
"Le navi delle ong
attirano i barconi"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La tranquilla città
del killer fantasma
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
I movimenti verdi europei
colorano la sbiadita politica
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
La protesta dei giovani
dalla piazza vada nelle urne
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni
DIARIO di Giuseppe Zois
Prima di chiudere
l'ultima pagina
Giuseppe Zois


Caro Diario,
siamo arrivati al capolinea. Ogni addio porta sempre con sé fremiti di malinconia e tristezza. Se è vero che i giornali hanno l’impronta di chi li fa, c’è da aggiungere che una caratteristica qualificante del Caffè è stata la molteplicità di linguaggi, nel rispetto come premessa di base e nel segno del pluralismo delle voci che hanno scandito le domeniche.
A voler ben guardare, questo "Diario" è stato fatto da ciascun lettore e ha mantenuto il tono della familiarità connaturale a una simile rubrica.
QUANTI TEMI, quante storie con i loro protagonisti, in positivo e negativo, nel mutare veloce e continuo dei tempi, pescando tra gli avvenimenti della settimana che ci lasciavamo alle spalle e con lo sguardo sul nuovo che si percepiva. Incontri, commenti, interviste, sempre nella salda convinzione che l’animo, quando si scrive, viene prima dell’inchiostro con cui si stampa. Ogni percorso è punteggiato da vicende di persone con le loro attese, dubbi, preoccupazioni, speranze, gioie e dolori con qualche oasi di felicità, quando i giorni, in genere avari in materia, la offrivano.
LA VERITÀ, certificata dalla realtà, comprova che siamo tutti precari nella capacità di cogliere oltre ciò che vediamo. E la vista in questa modernità vorticosa sembra paradossalmente accorciarsi. Come l’ago della bussola indica il nord, qui si è tenuta d’occhio, per quanto possibile, la segnaletica della serenità che dovrebbe avvolgere il senso dell’esistenza. Magari con il condimento di un pizzico di ottimismo.
FRA POCHI GIORNI, l’8 luglio, Edgar Morin compirà 100 anni. Altro che secolo breve come vuole lo storico Eric Hobsbawm: quello del grande sociologo francese è molto lungo, anche nei lucidi scenari via via affacciati. C’è una sua diagnosi che traggo da una "lectio magistralis" del 2003: "Si può dire che il pianeta è diventato una nave spaziale che viaggia grazie alla propulsione di 4 motori scatenati: scienza, tecnica, industria e profitto. E contemporaneamente la minaccia nucleare e la minaccia ecologica che grava sulla biosfera impongono all’umanità una comunità di destino. Così è diventata vitale la consapevolezza di questo destino planetario che stiamo vivendo". Aggiungendoci la pandemia, Papa Francesco ha attualizzato: "Siamo tutti sulla stessa barca", con quel che segue. Il tenace demolitore di muri fu molto lungimirante. Pare scritto ieri per domani.
VALE LA PENA di chiudere con la saggezza dei vecchi: "Essere vuol dire adesso, con il prima che ti ammonisce e il dopo che ti lascia sperare". Buon tempo amico a tutti!
03-07-2021 21:30

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

50 anni fa
moriva
Jim Morrison

Tigre:
allarme Onu
sulla carestia

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00