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LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, luglio 2018
10.08.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 10 agosto 2018 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
03.08.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico dell'Ufficio di Consulenza tecnica e dei lavori sussidiati [www.ti.ch/consulenza-tecnica]
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018

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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
La Siria esce di scena
dopo 7 anni di guerra
Luigi Bonanate


Una notizia stupefacente: dopo più di sette anni di guerra, ogni giorno più violenta e brutale, la Siria è scomparsa dalle cronache giornalistiche in tutto il mondo: non ne importa più nulla a nessuno. Potremmo pensare che la ragione stia semplicemente nel fatto che, bene o male, la guerra laggiù sia finita. In un certo paradossale senso è davvero così: i ribelli che (con mille buone ragioni dalla loro parte, e l’appoggio iniziale della maggior parte della comunità internazionale) avevano cercato di far crollare la dittatura di Assad sono stati sconfitti, specie grazie all’appoggio della Russia di Putin, e in presenza di una inspiegabile "distrazione" degli Usa, che hanno fatto (sia con Obama sia con Trump) soltanto qualche retorico proclama a cui non sono poi seguite le azioni minacciate. Ma in quel conflitto si erano intrecciati anche altri fili: intanto, la Siria ha perduto alcuni pezzi, a nord, nelle zone kurde; qualche altra area è ancora sotto il controllo dell’Isis (ce ne eravamo dimenticati?) che però ora si va dissolvendo. E poi, l’Iraq è lì vicino: è tutt’altro che pacificato, e la sua pur minoritaria componente sciita ha attirato la protezione dell’Iran che a sua volta è in rotta di collisione con Trump (più che con gli Stati Uniti in quanto tali),  che intende tenere sotto pressione con le sanzioni l’Iran che è poi anche anti-israeliano, ma in buoni rapporti con l’Unione europea.
Non siamo neppure, però, in una situazione di "tutti contro tutti", per la semplice ragione che nessuno sa se domani avrà gli stessi alleati, e in fondo non è ben sicuro di quali siano quelli di oggi. La circostanza è tutt’altro rassicurante, anzi: si potrebbe dire che è la prima volta dopo il giro del millennio che una turbolenza continua aggredisce il mondo senza che esista più un "ordinatore" (o due, come ai tempi del bipolarismo) capace di continui raggiustamenti grazie alla sua superiorità sia militare sia politico-culturale. Come è normale che succeda, in tale disordinata situazione qualsiasi avventura diventa possibile e nessuno può distrarsi, a patto naturalmente che ci si renda conto dell’importanza che ha la politica internazionale nella nostra vita di tutti i giorni. Esemplifica benissimo le circostanze attuali il modo in cui la presidenza Trump sparge nel mondo una confusione crescente: l’ambigua alternanza nei rapporti con Putin, la politica nord-coreana, l’ostilità verso la Cina, l’arrogante sufficienza nei confronti dell’Unione europea e, sopra tutto, l’astio anti-iraniano sembrano mirati a non farci capire più nulla. E tanto per aggiungere un tocco di destabilizzazione: è mai possibile che nel Paese più importante del mondo si ordiscano complotti e operazioni segrete intesi a favorire questo o quel personaggio politico che Trump un giorno eleva a incarichi governativi di grande importanza e il giorno dopo licenzia accusandoli di averlo tradito?
La morale della favola sembra essere che la politica internazionale abbia smarrito le sue automatiche e spontanee capacità di continua auto-correzione e di riequilibrio. Speriamo che li ritrovi al più presto.
12-08-2018 01:00

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