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LE INTERVISTE

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della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
13.10.2017
Concorso letterario "Castelli di carta" – Cerimonia di premiazione, martedì 24 ottobre 2017, ore 18.30
13.10.2017
Aggiornata la pagina Protezione ABC con la pubblicazione dei dati statistici inerenti gli interventi del picchetto NOI nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
04.10.2017
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 16 ottobre 2017.
28.09.2017
Pubblicati i dati statistici del passaggio di autobotti con merci pericolose sull'autostrada A2 presso Coldrerio nel 2016 [www.ti.ch/protezioneabc]
26.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2017
25.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2017
18.09.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2017

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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
La follia di Trump
finirà solo nel 2021
Luigi Bonanate


È ormai quasi da un anno che ci chiediamo se le azzardate promesse che il candidato Trump faceva in campagna elettorale avrebbero potuto trasformarsi in una linea di azione a 360° (tra politica interna ed estera) se mai fosse diventato presidente degli Stati Uniti. E pensavamo che le stesse sparando così grosse che l’elettorato non lo avrebbe seguito. Ma le cose sono andate all’esatto contrario e Trump incominciò subito la sua operazione di rinnovamento politico, in sé più che legittima per un presidente che entra in carica, ma i cui contenuti erano esattamente quelli che aveva annunciato. Ci siamo detti allora: non ce la farà mai, e dovrà ridimensionare i suoi programmi. Soltanto un irresponsabile potrebbe abolire l’Obamacare, ridurre le tasse ai ricchi, fermare l’immigrazione clandestina dal Messico, rompere il Nafta (il trattato commerciale con Canada e Messico, voluto da un suo predecessore repubblicano, Bush padre, nel 1992), ridurre i contributi alla Nato per costringere gli alleati ad aumentare i loro e più in generale snobbare i legami tradizionali con l’Europa, denunciare il trattato per la riduzione delle attività nucleari iraniane, alzare la voce con la Corea del Nord al di là delle tradizioni della prudenza diplomatica, e così via.
L’ultimo e più recente schiaffo alla comunità internazionale e alla cultura di matrice europea è la volontà di far uscire il suo Paese dall’Unesco (organismo del sistema Onu rivolto a educazione scienza e cultura), che era stata voluto fin dal novembre 1945 come prima azione dedicata all’umanità e non contro di essa dopo la tremenda guerra appena conclusa e vinta. Un gesto nobile e assolutamente apolitico, trasformatosi lentamente, da un lato, in una caduta di attenzione popolare e, dall’altro, in un frequente ostacolo pregiudiziale opposto dalla delegazione statunitense, ogni qual volta entrava in gioco una qualche iniziativa che avesse a che fare con Israele (o con la Palestina). Più che la gravità dell’uscita di un Paese da una organizzazione internazionale, che l’America first potrebbe anche snobbare, grazie ai suoi grandiosi sviluppi culturali scientifici ed educativi, stupisce l’arroganza con cui la decisione sta maturando.
Dunque Trump sta facendo esattamente quel che aveva promesso, anche se incontrando maggiori difficoltà di quelle previste, nonostante la maggioranza parlamentare, e lo sganciamento che la sua Amministrazione sta operando verso gli alleati storici; con altri (come la Turchia e la Russia putiniana) l’atmosfera è quella di una inarrestabile turbolenza; con la Cina soltanto, la prudenza sembra vincerla sulle spacconate di Trump. Resta da chiedersi: quali le sue reali intenzioni? Smantellare complessivamente le strutture del vecchio ordine internazionale (del resto già malandate, a partire dal 1989) e costruire il nuovo ordine previsto da diversi anni da molti studiosi statunitensi? Oppure, siamo di fronte a un puro e semplice ma folle gioco al massacro alla fine del quale  il solo vincitore sarebbero gli Stati Uniti, finalmente detentori del massimo e unico potere mondiale?
Una cosa possiamo ipotizzare: è abbastanza improbabile che il 20 gennaio 2021 sarà di nuovo Trump a giurare sulla Costituzione americana.
22-10-2017 01:00

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