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Un evento eccezionale ha investito il pianeta: si tratta di una specie di cappa - il contrario del buco dell’ozono - o di una nebbia che lo ricopre integralmente, come se in un solo e stesso istante lo avvolgesse completamente, e rendesse tutto ciò che nel mondo si muove simile a quello che esce dal vulcani: brucia, fa scivolare la sua lava che raffreddandosi si consolida e resta lì. Per fortuna non fa danni irrimediabili o specifici: ricompatta tra loro le terre del mondo, ciascuna con le sue popolazioni, spingendole verso un destino di ugualizzazione, non di valori, ma di circostanze di vita. Quasi ogni quindicenne al mondo usa, nello stesso istante, un telefono cellulare; un hamburger è lo stesso ovunque. I conflitti locali, anche aspri o gravi, che pur sono tanti, si normalizzano in una specie di abitudine alla violenza compatibile con l’insieme.
Il mondo attuale è l’erede morale e materiale di una società costruitasi su un fondamentale scontro ideologico (capitalismo versus comunismo), che doveva sfociare un giorno o l’altro in una grande e "definitiva" guerra mondiale. Ma per fortuna, le cose sono andate in un altro modo. Nessuna guerra della fine del mondo ci aspetta, ma un rimescolamento tra storie, culture, tradizioni, etnie e via discorrendo (una specie di "melting pot", una commistione tra comportamenti e senso dei valori) che tende a omologarci. Non diventeremo tutti uguali e neppure ce ne potremo facilmente accorgere in breve tempo, ma questo è lo scenario lento, continuo e progressivo che trasformerà il mondo, non più oggetto del desiderio di grandi potenze politico-militari, in una unica immensa società universale che ci farà assomigliare sempre più tra noi avendo assorbito e condiviso modi e maniere di vivere. Ci saranno ancora i poveri e le epidemie, ci saranno ancora forme di violenza, accolte in un nuovo strato sociale che diventa sempre più omogeneo e opaco e assorbe un po’ per volta differenze e anomalie.
Chi aveva sognato (da Kant in poi) la formazione di una grande federazione universale e pacifica vede formarsi ora una società che effettivamente va compattandosi in un grande unico insieme, nel quale la convergenza dei principi - ma anche dei valori e disvalori - non produce miglioramenti o progressi della società, ma situazioni sempre più affini. Tutti sappiamo che la democrazia è, più o meno, la migliore o la meno peggiore tra tutte le forme di governo: ma dove c’è, sta declinando e perde colpi; dove non c’è (ancora?) stenta a instaurarsi. La stessa cosa succede ai meccanismi dell’informazione: tutti possono sapere tutto in ogni luogo del mondo e in qualsiasi momento, ma nessuno può essere sicuro che ciò che gli è stato detto sia vero!
Ci si potrebbe infine chiedere se tutto ciò non sia altro che quel che si vede superficialmente, o in apparenza, mentre forze profonde ci guidano - volenti o nolenti - verso un mondo completamente nuovo e "altro". Non dimentichiamo che nella storia ciò è successo sempre e soltanto al termine di grandi e devastanti guerre.
03-07-2021 21:30

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