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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
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Fra cinquant'anni
non ci sarà memoria
Renato Martinoni


Siamo nel 2067 e il nuovo secolo è già bene addentro in questa prima fetta del terzo millennio. Abbiamo alle spalle anni difficili. Ma anche bei traguardi. Grazie ad Alptransit si arriva da Zurigo a Milano in meno di due ore. Un tempo, con la carrozza, ci volevano tre o quattro giorni. Molti fra quelli che vivono sull’Altipiano vanno a Milano a mangiare il gelato in Galleria e poi rientrano per la merenda. Altri si fermano un altro po’ per un concerto alla Scala. Prima di mezzanotte sono già a nanna, oltregottardo. Magie della tecnologia. Siamo o non siamo nel 2067?
Il terrorismo islamico è stato definitivamente sconfitto. Da nessuna parte, nel mondo, si sente urlare "Allahu akbar" prima che qualche fanatico estragga il coltello per avventarsi sulla gente. Parole come "Brexit" e nomi come "Trump" non fanno più ridere né piangere: nessuno sa cosa significassero cinquant’anni fa. Qualcuno ricorda unicamente che l’isola che un tempo veniva chiamata Gran Bretagna deve avere deciso, chissà quando e chissà perché, di andare per la sua strada e c’è chi dice che l’America ha avuto un presidente che è stato ricordato a lungo, oltre che per la somiglianza con gli attori di certe telenovelas, per la curiosa banana che gli decorava la fronte e che neanche il vento riusciva a scompigliare.
Da parte sua il Cantone Ticino ha finalmente raggiunto l’autonomia. Prima, aizzato da un partito di cui si sono perse le tracce, neanche gli storici ricordano più il suo nome, ha litigato con il Paese a cui apparteneva, la Svizzera. Poi, dietro suggerimento di qualcuno, si è fuso con la Lombardia, dove pare abitassero anticamente i Celti. Quindi, amore di fratelli amore di coltelli, ha rotto l’alleanza (ci guadagnavano soltanto i Lombardi) e si è gemellato con la Catalogna indipendente sperando di portare qualche nipote di Leo Messi a giocare nel Lugano. Tutti questi tentativi sono però falliti. Sembra che ai primi del secolo, e ancora nel 2017, chissà se può essere vero, ci fossero dei partiti che si accapigliavano in pubblico e tramavano in privato. Ognuno di loro pretendeva di avere ragione. Solo che la gente non aveva né tempo né voglia per capire quali fossero i loro programmi (ammesso che li avessero) e allora sceglieva quelli che usavano le frasi più semplici, i progetti più irrealizzabili e soprattutto le parolacce più altisonanti. Ma oramai, lo si sa da sempre, la gente si stufa subito di tutto e anche il pifferaio più in gamba resiste per qualche anno poi finisce nel burrone insieme alle pantegane che lo seguono. Oggi, nel 2067, di tutto questo non c’è memoria. Altri sono i problemi che ci assillano! Chissà cosa ci aspetta fra mezzo secolo, nel 2117! Tocchiamo ferro. Poi vediamo.
22-10-2017 01:00

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