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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
Paesaggio sfregiato
dall'energia eolica
Franco Zantonelli


Le pale eoliche? Mettetele da un’altra parte! Da noi imbruttiscono il paesaggio. Eppure, come ha dichiarato il direttore dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, a partire dagli ultimi mesi del 2017 "i costi per produrre nuovi impianti rinnovabili per la produzione di energia elettrica - sfruttando la forza del vento - sono risultati più bassi dei costi per la realizzazione di nuove centrali alimentate da fonti tradizionali". Cionostante ha suscitato una levata di scudi il progetto di realizzare 11 pale eoliche nel parco regionale giurassiano Chasseral.
A fianco degli oppositori si è mobilitato l’ex-olimpionico di sci alpino Didier Cuche. "Per me - ha detto - la salute è importante, tuttavia reputo aberrante costruire queste 11 pale che non produrranno che un millesimo dell’energia di cui abbiamo bisogno in Svizzera". Siamo alle solite: "Not in my Back Yard", si usa dire negli Stati Uniti, quando una comunità locale insorge contro la realizzazione di opere di interesse pubblico sul proprio territorio. Che le facciano altrove!

E se si provasse con una compagnia virtuale? Lo sarebbe pure, si spera, anche l’eventuale fregatura. L’aeroporto bernese di Belp, ridotto nelle medesime condizioni di quello di Agno, a causa del fallimento di Skywork, l’unica compagnia che lo serviva, tenta di risollevarsi creando un vettore quantomeno fantasioso. Si chiamerà Flybair, un gioco di parole che rimanda agli orsi, simbolo della capitale e che dovrebbe essere dotata di un capitale di 2,5 milioni, da raggiungere tramite un crowfunding, con una partecipazione pubblica non superiore ai 250 mila franchi.
Flybair, che da maggio prevede di servire 8 destinazioni per le vacanze estive, conta di appoggiarsi su due vere compagnie: Lions Air e German Airways. Magari può essere uno spunto di riflessione per chi ha a cuore le sorti di Lugano-Agno, visto che anche per lo scalo ticinese c’è chi ha ipotizzato la creazione di una compagnia domestica. Virtuale o meno ancora non lo si è capito.

Farinet addio! La moneta locale, creata in Vallese per sostenere il commercio di prossimità, a fine anno scomparirà dalla circolazione e rimarrà una valuta da collezionisti. Dopo due anni e mezzo, nonostante venisse accettato da un centinaio di commercianti, il Farinet è stato sconfitto dai sistemi di pagamento elettronico.
Altre monete locali esistono nella Svizzera Romanda e sono, almeno in apparenza, figlie della crisi finanziaria del 2008. Lo si può vedere come un tentativo dei cittadini di riappropriarsi del circuito monetario. Anche se per difendere il Farinet nessuno ha escamato "whatever it takes", come fece Draghi per l’Euro.
10-11-2019 01:00

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