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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
La causa ambientalista
non risparmia le salme
Franco Zantonelli


La fregola ambientalista che ha investito il pianeta finirà per condizionare anche l’ultimo viaggio. È quello che sta per capitare a Seattle, nello Stato di Washington, una delle città nordamericane più ecocompatibili. Dove dal maggio prossimo i corpi dei defunti potranno venire trasformati in concime. Quindi, per chi ci tiene a portare anche nell’aldilà un messaggio ecologista, niente più sepolture dentro bare realizzate in legno e metallo.
"Ogni anno - spiega uno dei promotori dell’iniziativa - con il materiale con cui sono fabbricati i feretri potremmo costruire negli Stati Uniti un altro Golden Gate e almeno 1.800 casette". Insomma, la strada è aperta verso vere e proprie sepolture verdi! Con la prospettiva di morire, se non in pace con sé stessi, almeno in pace con il pianeta. "All’ombra de’ cipressi" ma non più "dentro l’urne confortate di pianto", come avrebbe gradito il Foscolo.

È come se la polizia utilizzasse delle Lamborghini come auto di pattuglia". Così sembrano pensarla gli avversari dell’acquisto, da parte dell’esercito, di uno dei quattro tipi di caccia su cui, referendum permettendo, si sono puntati gli occhi degli esperti, per sostituire i vecchi FA 18 e gli ancora più datati F5 Tiger. Per i socialisti, invece, basta un apparecchio come l’M346 dell’italiana Leonardo. Un’utilitaria del cielo, se vogliamo, impiegato più che altro come aero-scuola. Però costa quattro volte meno di un F35 o di un Eurofighter e se forse è una soluzione di ripiego, l’argomento potrebbe fare presa.

"Si scrive leader si legge lader". È uno dei messaggi irridenti che comparivano sui muri di Milano nel ’92, all’epoca di Mani Pulite. Tra i bersagli di quell’ironia tanto sottile quanto feroce c’era Bettino Craxi. Il quale, come recitano le sentenze che lo costrinsero alla latitanza ad Hammamet, in Tunisia, non fu un collettore di tangenti solo per il Psi, il suo partito, ma anche per sé stesso.
Grazie ai quattrini elargiti da molti imprenditori, Craxi si comprò, tra l’altro, un appartamento a New York, finanziò la carriera di alcune starlettes televisive, oltre a pagarsi gli anni della fuga in Tunisia. Ai quali ha dedicato un film il regista Gianni Amelio. Uscito all’inizio dell’anno e intitolato, appunto, Hammamet, c’è chi lo ha definito un po’ troppo compiacente verso Craxi. Il leader o "lader" socialista che dir si voglia, nonostante le pressioni dei familiari, rimane un personaggio ingombrante. Con il risultato che tutti i tentativi di una sua sia pure parziale riabilitazione sono andati a vuoto. Ancora di recente il sindaco di Milano si è rifiutato di intitolargli una via.
19-01-2020 01:00

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