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Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, luglio 2018
10.08.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 10 agosto 2018 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
03.08.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico dell'Ufficio di Consulenza tecnica e dei lavori sussidiati [www.ti.ch/consulenza-tecnica]
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018

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NUMERI di Loretta Napoleoni
Immagini articolo
I missili di Teheran
contro le sanzioni Usa
Loretta Napoleoni


Questa settimana sono entrate in vigore le nuove sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti in Iran. La risposta del regime iraniano non ha tardato ad arrivare, venerdì Teheran ha lanciato un missile balistico a corta gittata nello stretto di Ormuz.
La politica dura di Trump nei confronti dell’Iran, cioè l’abbandono dell’accordo sul nucleare stipulato dal presidente Obama e l’imposizione di una nuova ondata di sanzioni economiche, ha già avuto un impatto negativo sull’economia iraniana, contribuendo alla caduta della moneta nazionale. Dalla fine del 2017 all’inizio di agosto il tasso di cambio del "rial" nei confronti del dollaro è passato da 42.000 a 110.000. Così il costo delle importazioni si è quasi triplicato mentre l’esportazione di petrolio e gas naturale è limitata a causa delle sanzioni. La risposta della popolazione è stata scendere in piazza, ma invece di manifestare contro l’amministrazione americana la rabbia della gente si è riversata contro il governo, ritenuto responsabile per il peggioramento delle condizioni economiche nazionali.
Non è la prima volta che gli iraniani incolpano il regime di aver sprecato le decine e decine di miliardi di dollari, congelati dal governo americano dopo la rivoluzione del 1979, e restituiti a seguito della revoca delle sanzioni dopo la firma dell’accordo nucleare nel 2015. Secondo molti quei soldi sono andati ad oliare il massiccio sistema di corruzione iraniano e a finanziare la guerra in Siria e le milizie degli Hezbollah in Libano invece di essere spesi per modernizzare il Paese.
Fuori dai centri urbani le proteste popolari sono spesso motivate più dall’arretratezza economica e dalla mancanza di adeguate infrastrutture, come il sistema di irrigazione o i seri problemi di inquinamento, che dalle rivendicazioni politiche. In una vasta area agricola nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran, ad esempio, manca l’acqua per l’irrigazione. Questa è una regione che è stata devastata dalla guerra tra l’Iran e l’Iraq negli Anni ‘80 con una popolazione in gran parte araba, che regolarmente subisce discriminazioni da parte del regime di Teheran a differenza della popolazione persiana.
La politica di Trump chiaramente mira a far gravitare le tensioni socio-economiche ma non è detto che riesca a produrre il cambio di regime auspicato da Washington piuttosto che una nuova ondata di repressione interna, come è già successo in passato.
12-08-2018 01:00

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