Paul Schneller, il veterinario che cura rettili, topi e uccelli
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"Quegli animali esotici
per me sono una sfida"
ANDREA BERTAGNI


Sul lettino del veterinario Paul Schneller di Binningen, vicino a Basilea, si "sdraiano" tartarughe, lucertole, uccelli, roditori, serpenti. Sembra un film ma è tutto vero. Paul Schneller è un dottore di animali esotici. Potremmo quasi dire "il", visto che è uno dei pochi in Svizzera. Di sicuro il più spiritoso. "Vedo solo vantaggi nel mio lavoro - dice al Caffè -, pitoni e vipere a differenza di cani e gatti non abbaiano e non graffiano". Sarà anche così, ma intanto il rischio è sempre dietro l’angolo. Schneller torna serio. "Quando devo maneggiare un cobra faccio molta attenzione, sono sempre molto prudente e mi concentro come se dovessi affrontare una gara di corsa".
Il veterinario minimizza. Ma operare rettili e pipistrelli non è da tutti. Anche perché il più delle volte bisogna improvvisare, non esistendo apparecchiature e dispositivi appositi. "Per intubare un drago barbuto una volta ho dovuto usare un catetere, quello solitamente utilizzato in medicina umana - ricorda -. Del resto molto di quello che so l’ho imparato strada facendo, sul campo, grazie all’esperienza". Dopo una formazione all’ospedale veterinario di Zurigo e a Lipsia, Schneller ha lavorato per una clinica di riabilitazione per cavalli. "Ma l’ambiente - spiega - non mi piaceva, tutti credevano di essere i migliori veterinari del mondo. Non mi sentivo nel posto giusto e me ne sono andato".
Schneller passa dunque in un’azienda farmaceutica e ci resta per 13 anni. Addirittura si lancia nell’imprenditoria, aprendo una propria azienda di farmaci. Sembra un successo. E in effetti lo è. Poi, però, risente quel richiamo. Riemerge la  sua vera passione. "Non volevo però occuparmi di cani e gatti - osserva - c’erano già molti bravi colleghi. Il caso ha voluto che mi imbattessi in un negozio di animali esotici: è stato il classico colpo di fulmine".
Purtroppo era tutto nuovo. "Non avevo nessuna idea, ho dovuto studiare e studiare ancora. Ma lo ricordo come un bel periodo della mia vita, affascinante dal punto di vista intellettuale". Passano gli anni e la competenza di Schneller, così come la sua fama, crescono. Tanto che oggi è considerato un punto di riferimento per gli appassionati di rettili e simili a Basilea e anche nelle zone di confine di Francia e Germania. Ogni giorno c’è comunque una nuova sfida da affrontare, un altro animale da curare. "È difficile riuscire a capire se rettili e uccelli sono ammalati - spiega -, per fortuna ad accorgersene è il proprietario. Solo lui può rendersi conto se qualcosa non va, se ad esempio una lucertola non ha appetito o non esce più dalla sua tana".
Non trattandosi di animali comuni, per i quali esiste una vasta letteratura, risulta sempre abbastanza complicato fare una diagnosi. "Molto spesso ci sono di mezzo parassiti e infiammazioni polmonari - prosegue Schneller -, altre volte, anzi, il più delle volte, spesso si ammalano perché non sono tenuti in condizioni adeguate al loro stile di vita". Una lucertola che proviene da una zona desertica deve avere un habitat che rispecchi il suo ambiente naturale. "Non può essere messa in un terrario umido come una foresta tropicale!", osserva il medico. Servono insomma conoscenze. E molta attenzione. Altrimenti il rischio è quello di fare più male che bene al proprio ospite di casa. "Tenere un animale in gabbia o in un terrario non vuol dire fare il suo bene, anzi, è un gesto parecchio egoistico - sostiene -, gli appassionati dovrebbero tenerne conto e prendersi cura dei propri ‘ospiti’ nel miglior modo possibile".
Con tartarughe, lucertole, uccelli, roditori, serpenti, insomma non si scherza. Non soltanto perché a volte possono fare paura o suscitare ribrezzo. Ma soprattuto perché come tutti gli animali hanno bisogno di essere rispettati e curati con attenzione e affetto.
abertagni@caffe.ch
18.08.2019


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