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Confronto sulla vendita di bevande nei chioschi
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Il no alcol fuori orario
tra dubbi e prevenzione
CLEMENTE MAZZETTA


Fatta la legge... rinviata l’applicazione. Forse non tutti sanno che con la nuova legge sull’apertura dei negozi, entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno, si è stabilito che i negozi delle stazioni di servizio, che restano aperti fino alle 22.30, non potranno vendere bevande alcoliche dopo le 19 (o dopo le 21 il giovedì).
La norma (che due deputati hanno già chiesto di abrogare) non è così draconiana come appare. Tanto che la vendita di alcol continua tranquillamente, come se niente fosse, senza alcuna conseguenza. Ai negozi delle stazioni di servizio, è stato infatti concesso un anno di tempo per uniformarsi alla legge e al regolamento sugli orari dei negozi. In pratica possono continuare a vendere bevande alcoliche fino a quando chiudono. Giusto o sbagliato? Il Caffè ha chiesto un’opinione a Dario Gennari, di Ingrado, e a Massimo Suter, presidente di Gastroticino.
c.m.


Sono misure efficaci, utili per la prevenzione anche se non risolutive
Dario Gennari
Psicologo di Ingrado, servizio specializzato nelle problematiche delle dipendenze
Ben venga la limitazione della vendita di alcol dopo le ore 19 nei negozi delle stazioni di servizio. Con due precisazioni. La prima: occorre trovare un equilibrio fra limiti, fra divieti che possiamo mettere sotto la voce "regolamentazione" e mercato. La regolamentazione introdotta con la nuova legge sui negozi è certamente positiva, anche se per la sua completa attuazione bisognerà aspettare il 2021. Sarebbe stato meglio introdurla in tempi più rapidi, non aspettare dodici mesi, ma si sa, quasi sempre le misure richieste dal mondo socio-sanitario per la salute e la prevenzione cozzano con le esigenze commerciali. E si fa fatica a trovare un compromesso. La seconda precisaione è che le misure che limitano gli orari di vendita di sostanze alcoliche non sono di per sé risolutive del problema. Nel senso che l’alcolista non aspetta le otto di sera per acquistare la bottiglia, ma l’acquista alle otto di sera e poi prende l’auto, o lo scooter, e sotto l’effetto dell’alcol può provocare dei disastri.
In questo senso le misure che limitano gli orari di vendita aiutano a prevenire. Soprattutto se sono misure specifiche come è successo per il canton Vaud che nel 2015 ha introdotto un divieto di vendita di alcolici dopo le 21 (in alcuni comuni dopo le 20) registrando subito una diminuzione dell’approdo di persone ubriache ai pronto soccorso: circa 200 in meno nell’arco di un anno. È chiaro che queste misure non sono risolutive. Hanno però un carattere preventivo particolarmente efficace per le fasce giovanili. Le quali, se possono acquistare alcol a tutte le ore incorrono in rischi maggiori, vuoi per la guida, vuoi per la violenza attuata o subita. Violenza in generale, ma anche sessuale. Nel senso che quando un ragazzo o una ragazza è alterata dall’alcol può mettersi più facilmente in situazioni di pericolo, guidando o salendo su un’auto in compagnia di chi, altrimenti, non si sarebbe mai fidata. Cosa che in condizioni normali non avrebbe fatto. Per questo, ribadisco, le limitazioni introdotte con la legge sugli orari dei negozi, pur non essendo risolutive sono molto positive se viste in un’ottica di prevenzione rivolta alle giovani generazioni.


L’obiettivo della norma mi lascia perplesso, chissà se porterà risultati
Massimo Suter
Presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse
Gastroticino è ovviamente consapevole dei problemi legati a un uso eccessivo di bevande alcoliche e si adopera per una giusta informazione rivolta ai propri associati. In particolare promuoviamo da sempre delle campagne di sensibilizzazione per una corretta applicazione della legge sugli esercizi alberghieri e della ristorazione, affinché si tutelino i minori, che non hanno diritto alla consumazione di alcolici. La vendita di bevande alcoliche fa parte del nostro commercio ma va fatta in maniera accorta ed entro i limiti della legge. Per questo, sono del parere che qualsiasi provvedimento - sensato - che possa proteggere la nostra gioventù da un uso smodato di bevande alcoliche sia benvenuto.
Detto ciò, aggiungo che la nuova legge sull’apertura dei negozi laddove proibisce agli shop delle stazioni di servizio di vendere alcolici dopo le 19, mi lascia perplesso. Posso intuire che l’obiettivo vuole essere limitare in particolare l’accesso all’alcol dei giovani, che ne possono abusare, soprattutto in tarda serata, con tutto quello che ne può conseguire. Ma non credo che possa essere di per sé una misura risolutiva. In altre parole, dato atto che il provvedimento risponde a un criterio moralmente sostenibile, sono scettico sulla sua efficacia. Sui risultati pratici.
Sappiamo tutti benissimo che vendere alcol ai minorenni è proibito, ma è innegabile che qualche giovane sfugge ai controlli perché magari risulta più matura della sua reale età anagrafica. Ma è altrettanto innegabile che non lesiniamo sforzi nell’informare i nostri associati, tutti gli esercizi pubblici, ogni singolo anno rendendoli attenti alle loro responsabilità e spiegando in modo chiaro che non è possibile vendere alcolici ai minorenni.
Siamo anche noi in prima linea. Perfettamente consapevoli che gran parte dell’alcol viene consumata negli esercizi pubblici. Per questo sensibilizziamo i nostri associati non solo a non vendere prima di tutto alcol ai ragazzi, ma anche a coloro che sono in stato di alterazione alcolica. Ma sono estremamente scettico sull’efficacia di questo divieto.
02.02.2020


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