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Thomas Binggeli e il suo famoso marchio e-bike Stromer
Immagini articolo
'Barattai delle pecore
per realizzare un sogno'
PATRIZIA GUENZI


Aveva solo 17 anni ma sapeva già cosa avrebbe fatto "da grande". Approfittando dell’assenza dei suoi genitori, in vacanza, vende tutte le pecore. Con il ricavato, nella stalla mette in piedi il suo primo laboratorio di biciclette. Ma a 17 anni, pur avendo le idee molto chiare, non tutto si può fare. Così, quando si presenta all’ufficio del registro di commercio lo rimandano a casa. A quell’età, per avviare un’azienda, serve la firma dei genitori. Che ottiene. Così, inizia la carriera professionale di Thomas Binggeli. "Ho barattato le pecore di mio padre per costruire un sogno", spiega. Oggi, a 47 anni, dopo aver creato la Velo Service di Oberried e fondato il marchio bike Stromer e la ditta Thömus Veloshop di cui è Ceo - sviluppa, produce e vende bici da corsa e bici "da passeggio" - dall’alto della sua esperienza dice: "Le e-bike sono il futuro, sono un mezzo di locomozione ideale, poco costoso e soprattutto verde. Un modo anche per fare movimento".
E di movimento, Thomas Binggeli è un vero esperto. Appena può inforca la bici e pedala, da Niederscherli a Gantrisch. Insomma, un appassionato a tutto tondo. Non solo le costruisce le bici, le testa pure. Ma figuriamoci se quel volitivo ragazzino si sarebbe fermato qui. Una dozzina di anni fa s’è messo in testa di creare una struttura unica in Europa, lo Swiss Bike Park a Oberried, come ha recentemente raccontato al magazine Touring. E l’ha portata a termine. Undici anni di studio, una superficie di duemila metri quadrati, un investimento di 15 milioni di franchi che verrà inaugurato nel 2021, in grado di ospitare non solo atleti di punta ma anche ciclisti amatoriali. A circa quaranta minuti di bici e venti di auto da Berna, la struttura offre tutto il piacere delle due ruote. Lo scorso ottobre si sono svolti i Red Bull Pump Track World Championships, un evento che ha richiamato i migliori sportivi mondiali della disciplina. "Tutti avranno a possibilità di imparare la tecnica corretta per stare in sella senza correre pericoli. Sarà un parco per lo viluppo e i test delle due ruote. Qui arriverranno appassionati e curiosi da tutto i mondo".
Un progetto unico, quindi. Un progetto, come detto, nato e concretizzato grazie alla passione del suo promotore, quel ragazzino che di nascosto dai suoi genitori "barattò" le pecore per attrezzare un laboratorio nella stalla. Negli anni, il pioniere della bici, oltre ad aver fondato numerose società, anche per il commercio di tessuti, ha sostenuto squadre di ciclisti, ha organizzato gare ed eventi, corsi di bicicletta.
Come per ogni imprenditore, alti e bassi si sono susseguiti. "L’importante è mai abbattersi. Le sconfitte fanno parte della mia attività. non mi spaventano". Ci mancherebbe che Thomas Binggeli si lasci abbattere da un’idea, un progetto, un’iniziativa che non vanno per il verso giusto. Si rialza e riparte. Come fosse costantemente in sella alla sua bici, l’imprenditore tira dritto. Pedala e va avanti.
Mille idee e progetti, dunque, nel futuro di Binggeli. C’è ancora tanto da fare nel suo campo. "Siamo solo all’inizio, è un settore in costante crescita - dice -. La clientela cerca servizi affidabili, un motore più potente e sicurezza". Anche sullo Swiss Bike Park ci sarà molto da lavorare. Si prefigge un obiettivo scientifico. In sostanza, le esperienze dei partecipanti forniranno importanti informazioni a livello di teoria dell’allenamento, scienze motorie e sicurezza del traffico. Entro un anno, saranno integrati apparecchi di misurazione digitali e videocamere e sarà costruito anche un edificio aziendale. Oggi, trent’anni dopo l’intuizione di quel ragazzino, nella fattoria Velo di Oberried l’alta tecnologia è diventata parte integrante del paesaggio rurale. E chissà cos’altro ancora si inventerà Thomas Binggeli.  pguenzi@caffe.ch
01.03.2020


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