La nuova moda delle gare "clandestine" nelle città
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Altro che... Stralugano
ecco le corse segrete
CLEMENTE MAZZETTA


Ci sono le corse clandestine in auto. In moto. A cavallo… e ora anche a piedi. Stesso concetto: abbinare velocità e trasgressione. In segreto, senza autorizzazioni, senza permessi, senza segnalazioni. Perché in questa competizione tutto quello che è legale, previsto, programmato, è da buttar via. Altro che la Stralugano, altro che la media Blenio. Non è come la "Lodrino-Lavertezzo Skyrace", o la "Scenic trail", la spettacolare corsa fra le creste della Capriasca, dove si sa quando si parte, quanti chilometri si fanno e dove si arriva.
Con "Secret Race series" (che dà anche il nome al sito internet a cui ci si iscrive) tutto s’improvvisa. Dal percorso, all’orario della partenza. Il gruppo di atleti che ha ideato "Secret Race series" ha voluto distinguersi dagli eventi di massa riducendo il numero di partecipanti per queste corse "segrete"a 30 atleti. Non uno di più. Nessun permesso viene richiesto ai Comuni, nessuna assistenza è prevista sul percorso, nessun striscione finale accoglie il vincitore di turno. E queste corse che stanno avendo un successo in tutto il mondo, secondo Le Temps, potrebbe arrivare presto anche in Svizzera. O potrebbero esserci già, ma essenso clandestina pochi lo sanno.
"Pur non conoscendo il fenomeno, mi par di capire che fra le motivazioni di queste corse segrete, clandestine, sia predominante la ricerca di emozione, di adrenalina - commenta Giona Morinini, psicologo dello sport - Questi atleti si mettono in gioco anche per vedere fin dove si può arrivare... senza farsi prendere.  Non bisogna dimenticare che uno dei motivi per cui la gente fa sport è la ricerca di emozioni intense che può dare un goal segnato o un traguardo superato".
"Secret Race series" consiste  in corse nelle principali città europee chiamando a raccolta solo 24 ore prima gli atleti attraverso i social network per sportivi quali "Strava". Atleti che nulla sanno del percorso. Anche la distanza, che può essere di 10 o 21 chilometri, è una sorpresa. Ci si iscrive e poi si aspetta la convocazione. "Un altro aspetto da mettere in evidenza è che le persone che fanno sport rischiosi, estremi, non sono dei pazzi come si è portati a credere. Hanno ben presente il concetto del limite - aggiunge  Morinini -. Sanno fin dove si possono spingere e fanno di tutto per restare al di qua del limite, nella sicurezza. Spingendo ogni volta in alto l’asticella. Altro che scriteriati. Pianificano bene le loro performance. Si allenano. Studiano ogni dettaglio. Si preparano fisicamente e mentalmente. Cosa che invece molto spesso non succede negli nelle competizioni di massa. È in questi contesti che le persone non valutano appieno i rischi dell’attività sportiva e rischiano di mettersi in pericolo seriamente".
Tanto è vero che le  casistiche degli infortuni nello sport amatoriale sono spesso superiori a quelle dello sport professionistico. Ma l’idea  delle corse clandestine è anche quella reinventare la corsa su strada, ritornare alle origini, ai percorsi cittadini recuperando una nuova visione urbana. Per partecipare, basta registrarsi e pagare la somma di 5 euro, che verrà utilizzata per pagare birre e altri aperitivi a fine della gara, si legge sul sito. "Si vuole riproporre semplicemente un incontro per un circuito improvvisato in cui tutti danno il massimo per il piacere di correre", dicono gli organizzatori.

cmazzetta@caffe.ch
12.05.2019


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