Il racconto di una campagna elettorale "virtuale"
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In Usa prime elezioni
ai tempi della pandemia
LORETTA NAPOLEONI DA NEW YORK


Elezioni e pandemia non vanno d’accordo, al contrario la seconda rappresenta una potenziale, seria minaccia per le democrazie. Negli Stati Uniti, dove a novembre si voterà per eleggere il nuovo presidente, il coronavirus sta già cambiando il modo di fare politica nella campagna elettorale. Non c’è da sorprendersi, quelle americane saranno le prime elezioni di una democrazia matura al tempo della pandemia. Ci sarà quindi molto da imparare osservando come un sistema elettorale democratico ben navigato reagirà all’emergenza della salute.

Cosa è già cambiato nella corsa alla Casa Bianca?
Raduni elettorali e dibattiti politici sono stati cancellati per evitare il contagio, ma anche la campagna porta a porta condotta dai candidati e dal loro entourage è stata sospesa. Tutti i contatti ravvicinati tra politici ed elettorato ormai rappresentano una minaccia per la salute pubblica. La campagna elettorale è diventata virtuale ed avviene ormai esclusivamente attraverso i social media ed i media tradizionali.

Quali le conseguenze per i candidati?
La maggior parte dei politici eccelle nel contatto diretto con la folla, sia Trump che Sanders, ma anche Biden, danno il meglio di sé quando sono circondati dai loro elettori e sostenitori. è normale che sia così dal momento che il sistema elettorale poggia sul contatto ravvicinato tra la folla ed i candidati. Non è facile adattarsi alle regole della campagna virtuale, Biden ad esempio ha provato a fare un comizio virtuale nell’Illinois ma l’audio ad un certo punto ha avuto un guasto e la voce dell’ex vice presidente è stata trasformata in quella di un robot. Di certo i problemi tecnici relativi alla campagna virtuale verranno risolti velocemente ma non sarà altrettanto facile per i candidati avere lo stesso impatto sulla folla attraverso un video.

Quali le conseguenze tecniche per la campagna elettorale?
Se il virus non viene debellato entro luglio-agosto allora si porrà il problema della nomination, quando tutti i delegati dei partiti si riuniscono per scegliere il candidato che sosteranno nello sprint finale verso la Casa Bianca.  E se la pandemia non si ferma entro l’autunno c’è chi teme che Donald Trump potrebbe cercare di posticipare le elezioni. Medici e scienziati mettono già in guardia contro il contagio prodotto dall’afflusso alle urne.

Come evitare che non ci sia contagio durante le votazioni?
Alcuni stati hanno già introdotto il voto per posta, tra questo l’Oregon e lo stato del Washington, dove si trovano due dei focolai più seri della pandemia. Si potrebbe introdurre il voto per posta in tutti gli altri stati ed evitare così le masse alle urne. Tra l’altro diversi studi hanno dimostrato che questa modalità di voto produce un 15 per cento di voti in più rispetto alla media americana. Ma ci vorrà tempo per farlo ed i tempi sono molto stretti.

La data delle elezioni presidenziali potrebbe essere cambiata?
Esistono situazioni eccezionali in cui le elezioni negli Stati Uniti sono state posticipate, ma soltanto per brevissimi periodi. Gli attentatori dell’11 settembre, ad esempio, hanno colpito New York City la mattina delle elezioni primarie nello  stato di New York. Il governatore Giuliani ha rinviato il voto di due settimane.

Può il presidente uscente rinviare le elezioni?
No, il presidente non può rinviare le elezioni unilateralmente. E anche con il sostegno di gran parte del Congresso e degli Stati, sarebbe estremamente difficile farlo.

Chi stabilisce la data delle elezioni?
Nel sistema elettorale americano solo il Congresso stabilisce i tempi, luoghi e modi delle elezioni federali, secondo la Costituzione. Mentre la Costituzione non prescrive la data esatta delle elezioni, il Congresso ne ha stabilito i criteri nella legge federale secondo cui le elezioni presidenziali si svolgono "il martedì successivo al primo lunedì di novembre, in ogni quarto anno successivo all’elezione di un presidente e vicepresidente." Quest’anno la data cade il 3 novembre.

La data delle elezioni potrebbe cambiarla il congresso?
Esiste una procedura per farlo, ma è possibile ritardare il giorno delle elezioni soltanto di un paio di mesi senza dover riscrivere la Costituzione. E questo perché la Costituzione afferma che il presidente può "mantenere il suo incarico solo per un mandato di quattro anni". E dato che il presidente prende i pieni poteri il 20 gennaio, le elezioni devono avvenire entro quella data.

Molti temono che Trump voglia prolungare il suo mandato?
La pandemia ha già annullato i raduni della campagna elettorale, posticipato le elezioni primarie in Louisiana e nel Maryland e sollevato idee per annullare i raduni della nomination. Trump, da parte sua, ha recentemente ritwittato un suggerimento dell’anno scorso di Jerry Falwell Jr. secondo cui il suo primo mandato dovrebbe essere prorogato di due anni. In questo contesto, migliaia di americani temono che il presidente potrebbe dichiarare un’emergenza nazionale e prolungare il suo primo mandato alla Casa Bianca. Ma si tratta solo di supposizioni. Il presidente, come già detto, non ha questo tipo di potere

Situazioni analoghe come sono state gestite?
Nel 1918 si svolsero le elezioni di medio termine per il Congresso nel bel mezzo dell’epidemia dell’influenza spagnola, che uccise negli Stati Uniti circa mezzo milione di persone nonostante le quarantene. Durante le elezioni vennero prese precauzioni per evitare il contagio, nell’Idaho, ad esempio, gli elettori vennero messi in fila indiana e distanziati gli uni dagli altri per evitare l’affollamento. A San Francisco invece vennero fatte indossare delle maschere a chi andava a votare.

Potrebbe Trump perdere a causa del coronavirus?
Alcuni analisti pensano che ciò sia possibile se gli indici di borsa non si riprendono. Trump ha usato l’ascesa del mercato azionario durante la sua presidenza come prova che le politiche pro-business della sua amministrazione hanno funzionato. Alla fine del 2017, Trump ed il partito repubblicano hanno spinto per un massiccio taglio delle tasse che ha creato un forte aumento dei profitti delle società, a sua volta alimentando i prezzi delle azioni. Sebbene questa politica costerà al governo circa 2.000 miliardi di entrate perse per 10 anni l’elettorato ha visto nell’ascesa degli indici la conferma che l’economia è in ottima salute.
Da quando è scoppiata la pandemia, questo trend è cambiato. Dal 19 febbraio, investitori e i fondi indicizzati nello Standard & Poor 500, dove si trovano le pensioni  di molti americani, hanno visto svanire quasi 8.300 miliardi di dollari, cancellando gran parte degli aumenti registrati durante la presidenza di Trump. All’inizio della settimana l’aumento era di appena il 15 per cento in più di tre anni equivalente ad un guadagno annuo medio inferiore al 5 per cento.
Tradizionalmente, in queste circostanze e quando l’economia è in fase recessiva gli americani non rieleggono il presidente in carica a meno che il Paese non si senta minacciato da un nemico esterno, come avvenne con la rielezione di George W. Bush.

La Pandemia è diventata il tema più importante delle elezioni?
Sicuramente ormai la battaglia per la Casa Bianca si gioca su questo tema. Trump vuole lanciare uno stimolo economico che aiuti il Paese a sopravvivere ad una crisi epocale. La pandemia sta costringendo piccole e medi imprese a chiudere i battenti e presto travolgerà anche le grandi imprese. L’incertezza sulla durata della crisi e l’impossibilità degli strumenti monetari di risolvere il problema ne accentuano l’impatto sull’elettorato.
Bernie Sanders da tempo cavalca la "tigre" dello stimolo economico. Vuole abolire il debito degli studenti, introdurre il sistema sanitario universale e gratuito e tassare pesantemente i ricchi e le grandi imprese. A questo si aggiunge la proposta di dare a tutti uno stipendio di 2.000 dollari mensili durante la pandemia, che tradotto in termini di spesa pubblica corrisponderebbe a 2.000 miliardi.

Potrebbe Trump vincere proprio grazie alla pandemia?
È quello che temono i democratici. Nelle ultime due settimane il presidente ha cambiato tono e si presenta come il difensore della salute pubblica americana. Se lo stimolo economico verrà varato ed agli americani arriverà un assegno mensile di 1.000 dollari per far fronte alle perdite causate dalla pandemia, allora Trump potrebbe apparire come colui che si sta prendendo cura della nazione in un momento di profonda crisi simile ad una guerra. In queste circostanze gli americani potrebbero decidere di "non cambiare il cavallo a metà corsa" come dice un celeberrimo detto anglosassone.
22.03.2020


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