function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};





L'inchiesta sui diciassette decessi in corsia a Mendrisio
Immagini articolo
Morti, fotografie, spiriti...
le passioni dell'infermiere
R.C.


ella libreria accanto alla finestra... In quei ripiani, stando ai suoi ricordi, dovrebbe esserci di tutto. Forse anche alcune risposte alle sue turbe, alle manie, alle ossessioni… Ma pure oggetti di uso quotidiano che non si trovavano assolutamente più quando era dietro le sbarre. In carcere c’era stato tra il dicembre 2018 e l’estate del 2019.
Non si trovavano più... né le chiavi della moto, né quelle dell’auto, né alcuni farmaci. Anche una busta bianca con l’adesione a Exit. In caso di malattia, di grave malattia aveva da tempo deciso di non voler essere sottoposto ad alcun accanimento terapeutico. Sarebbe andato incontro alla morte senza tentare di allontanarla. Anzi! L’avrebbe cercata.
Già, la morte! Il mistero dopo la vita per lui era diventato quasi un’ossessione. Un’ossessione vera e propria. Ad affascinarlo era la linea sottile che separa la vita dalla morte. Nella sua testa... una linea sottile ma carica di interrogativi, di domande. Un territorio quasi sconfinato da esplorare. E non poteva farne a meno tra le corsie dell’ospedale di Mendrisio dove lavorava dalla fine degli anni Novanta. A contatto quotidianamente con il dolore e la morte, non riusciva ad evitare che le sue insane passioni si concentrassero sulla realtà dolorosa che si consumava nelle camere del reparto di Medicina1, fra i malati di tumore ad uno stadio terminale che si susseguivano uno dopo l’altro.
Nascono da qui, prendono forma da questa ossessione alcune delle vicende che fanno da contorno ai fatti di cui l’infermiere (che nei servizi delle scorse settimane abbiamo chiamato Silvano) era accusato. Sì, "era" accusato, perchè alla fine dello scorso maggio si è tolto la vita mettendo la parola fine all’inchiesta penale che lo ha visto protagonista dal dicembre 2018. L’accusa era di ripetuto omicidio intenzionale. Diciassette anziani pazienti uccisi dal 2014 aumentando il dosaggio di morfina e di dormicum.

GLi annunci funebri
Sono lì, nella libreria accanto alla finestra del suo appartamento nel Mendrisiotto, le fotografie di alcuni defunti. Soprattutto familiari. Ma anche - stando ai ricordi confidati un anno fa agli investigatori che lo hanno interrogato - le immagini di alcuni pazienti deceduti nell’ospedale dove aveva lavorato. Non erano fotografie scattate da lui ma immagini ritagliate dagli annunci funebri dei quotidiani.
Non sono chiari i ricordi dell’infermiere Silvano quando cerca di ricostruirli rispondendo alle domande della polizia o del procuratore, Nicola Respini. Sono annebbiati soprattutto dai moltissimi farmaci che anche in carcere assumeva. Tranquillanti. Antidepressivi. Nemmeno con l’aiuto del suo avvocato difensore, Micaela Antonini Luvini, è mai riuscito a ritrovare un filo consistente di realtà fra le pieghe della memoria.
Poche cose sono certe nell’intricato corollario della quotidianità contorta dell’infermiere Silvano. E lui ne era cosciente. Ne era consapevole. Tanto che dietro le sbarre ha avuto una percezione più chiara delle sue "passioni" sconfinate in ossessioni. Manie insane. E lo ha detto a chi lo ha interrogato, lo ha scritto ai familiari e a qualche conoscente.
Nella libreria accanto alla finestra con le fotografie del papà, degli zii defunti, delle immagini ritagliate dai giornali… c’era anche una tavoletta. Chiunque si interessi di comunicazioni medianiche la conosce. È la tavola Ouija. Una tavoletta, può essere di legno, di plastica…, sulla quale sono indicate, solitamente a semicerchio, le lettere dell’alfabeto e immediatamente sotto i numeri da zero a nove. Nell’estremità in alto un Sì e un No. È uno strumento, insieme a ciò che si può chiamare indicatore o puntatore, utilizzato per le sedute spiritiche.
Con la tavola Ouija, così dice chi ci crede, si interagisce con gli spiriti delle persone scomparse. Con quanti hanno superato la linea sottile che tanto affascinava l’infermiere Silvano. Si fanno delle domande e attraverso l’indicatore che si muove sulla tavola indicando lettere e numeri, si ottengono delle risposte.

L’ordine dei rosacroce
Nella libreria accanto alla finestra ci sono tutte queste cose. Nella busta bianca le condizioni di Exit; lì accanto i ritagli di giornale e le fotografie dei familiari morti; a fianco, la tavola Ouija e anche alcune riviste, alcune dispense che gli inviavano i Rosacroce, un ordine mistico, cabalistico. Vi si era iscritto anni prima. A Milano e poi a Verona aveva aderito all’ordine con cerimonie di iniziazione. Nel tempo aveva imparato a memoria alcuni riti. Secondo i Rosacroce, così almeno lui ha raccontato agli investigatori, sarebbe fuoriuscito dal suo corpo per mettersi in contatto con gli spiriti.
"La sublime essenza cosmica penetri il mio essere e mi lasci entrare nel santum celeste". Di più - di queste preghiere da iniziazione - non è riuscito a ricordare l’infermiere Silvano quando un anno fa ha cercato di spiegare il suo interesse per l’aldilà e le ragioni per aver conservato tutte quelle fotografie di defunti.
Ma non solo questo.
Quando navigava su Internet alla ricerca della storia dello spiritismo e di ancore per la sua curiosità, si soffermava sul sito di un’azienda di onoranze funebri del Mendrisiotto. Era fra le sue preferite. Da non credere, eppure è così. Centinaia di clic, di visite online, di letture, forse anche di immagini scaricate.
E non è tutto.
La tavola Ouija, conservata nella libreria accanto alla finestra del suo appartamento, l’aveva comprata su ebay. Ne aveva parlato anche ad alcuni colleghi. Fra questi due, due donne, gli avevano confidato che - per una il marito per l’altra la figlia - avevano la capacità di parlare con i morti. Un dono, un vero e proprio dono diceva Silvano ricordando quelle confidenze. Una capacità che anche lui sperava di poter coltivare.
Una volta entrato in carcere, una volta presa coscienza che la sua passione era sconfinata nella patologia, aveva cercato di allontanarsene. Ad un vecchio amico medico di Milano aveva scritto... basta, basta con lo spiritismo, basta con la tavola Ouija! E aveva finalmente capito perché, forse un anno forse due anni prima, la mamma si era rifiutata di partecipare con lui a una seduta spiritica per evocare l’anima del padre scomparso.
Di quella libreria accanto alla finestra l’infermiere Silvano ha parlato tante volte negli interrogatori. Ne ha parlato anche in alcune lettere. Lettere che immaginava sarebbero state intercettate dalla polizia e dalla procura. "Ha espressamente scritto di spiritismo, della tavoletta Ouija e delle fotografie dei morti... forse perché - così gli hanno contestato gli investigatori - voleva trovare a posteriori una giustificazione a quella collezione di immagini di pazienti morti. Cercava una motivazione, detto altrimenti, che allontanasse il più possibile le due cose: l’accusa di ripetuto omicidio intenzionale aumentando i dosaggi di morfina e l’insana passione per i defunti. Per la morte, in realtà.
Nella libreria accanto alla finestra, forse in ognuno dei ripiani ci sono le risposte a tutto ciò che ha fatto da corollario all’accusa di omicidio intenzionale. Ma si tratta di contorno. Un corollario trasformatosi in indizi a sostegno di un’accusa che forse mai si sarebbe potuta dimostrare. Mai, senza un esame autoptico sui diciassette pazienti morti, sarebbe stato possibile stabilire un nesso di causalità fra l’alterazione dei dosaggi di morfina e i decessi. Se l’infermiere non si fosse tolto la vita forse il processo a suo carico non si sarebbe mai svolto. O forse sarebbe stato assolto per…  insufficienza di prove.
La libreria accanto alla finestra del suo appartamento per anni ha custodito segreti e risposte. Ora non c’è più. Non c’è più quella busta bianca con l’adesione a Exit. Non ci sono più le chiavi della sua moto e della sua automobile, quella che a fine maggio lo ha portato a settanta chilometri da casa, dove si è tolto la vita. Non ci sono più le fotografie dei familiari e quelle dei pazienti ritagliate dai giornali.
L’appartamento è in vendita. La moto e l’auto già sono state vendute. Come forse lui aveva venduto la sua anima nella ricerca ossessiva e malata del mistero della morte.
(3. fine)
11.07.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
27.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2020
23.07.2020
Attivato il sito dell’Ufficio del controlling e degli studi universitari
13.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, giugno 2020
06.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2019
17.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, maggio 2020
17.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2020
12.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2020
10.06.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 22 giugno 2020
04.06.2020
Swiss Mobility: opportunità di stage professionale in Svizzera per neodiplomati 2020
20.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, aprile 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Libia è una polveriera
ormai pronta a esplodere
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Le gang dettano legge
in sessanta città Usa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

25 anni
dal massacro
di Srebrenica

Belgrado:
assalto
al Parlamento

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00