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Fuori dal coro
La democrazia va in crisi
se si sdogana la mediocrità
ANDREA GHIRINGHELLI


Il torvo Donald Trump un effetto l’ha avuto: ci ha avvertito che la democrazia è fragile e per reggere esige cittadini responsabili che rispettino le regole del gioco. Purtroppo da qualche anno consegniamo alla politica personaggi di dubbie attitudini: politicanti poco propensi a coltivare il benessere collettivo, notoriamente inclini a cedere alle lusinghe delle lobby e a dimenticare il bene comune (fino alle successive elezioni). La "democrazia del benessere" oggi è sostituita dalla "democrazia delle diseguaglianze" che non ha più, come obiettivo il bene collettivo.
Sono proprio i deputati di smodata autoreferenzialità a dare legittimità e successo alla formula magica dei populisti "I nostri rappresentanti non ci rappresentano più!" In realtà una grave colpa l’abbiamo noi cittadini: ci siamo scordati che in democrazia la partecipazione alla vita pubblica e il controllo di chi ci governa sono un dovere civico: come un dovere civico è mandare a casa gli incapaci. Abbiamo però preferito l’inerzia. E allora che giudizio dare della politica oggi? Non lusinghiero: ha sdoganato l’indecenza e la mediocrità. C’è ovunque una carenza di voci autorevoli, di competenze certe, di uomini e donne dalla rigorosa etica politica: rari i veri statisti. In Europa spicca per dignità e solida autorevolezza Angela Merkel: intorno tanto vuoto. Anche nel Governo svizzero gli statisti non proliferano: il membro ticinese non rientra nella categoria. Il nostro Cantone non si discosta dalla mediocrità: sconcerta il silenzio assordante di quasi tutti i partiti di fronte a vistose violazioni dei fondamenti stessi della democrazia: tace la maggioranza sul trattamento incivile di tanti migranti, tace sul razzismo conclamato di politiche/ci che siedono in parlamento; e perfino scandali amministrativi di non lieve gravità sono tarati in funzione del tornaconto di parte.
E da ultimo la perla: la politica interviene impudicamente, con argomenti fallaci, a contestare il Consiglio della magistratura: tutto normale? Si capisce che per molti la separazione dei poteri è come la plastilina: si modella secondo le convenienze. Riflessione conclusiva e non allusiva: la democrazia non discrimina sulla base delle conoscenze e delle capacità di riflettere su questioni difficili; dà a tutti la possibilità di essere eletti, e questo è un bene, ma dà pure la possibilità di governare agli imbecilli, e questo è un male che dovremmo evitare.
23.01.2021


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