I gatti senza casa minacciano gli animali selvatici
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Troppi randagi in giro
e Berna vuole castrarli
PATRIZIA GUENZI


Minacciano la biodiversità, sovente girano per le vie malati e in pessime condizioni igieniche. Sono i gatti randagi, in Svizzera se ne contano da 100 a 300mila. E se non si interviene saranno sempre più numerosi (vedi grafico in alto). Il Nazionale ha proposto di sterilizzare tutti quelli senza microchip elettronico.
Tra le prede predilette dei mici, gli uccelli. Sebbene anche l’uomo ci metta del suo. Come ha raccontato al Caffè un lettore, che ha scritto e telefonato più volte a tutti gli uffici competenti per segnalare il suo dirimpettaio che con un bastone spaventava dei rondoni maggiori e distruggeva il nido all’interno di una tapparella, perché infastidito dalle feci che cadevano sul davanzale. Ma nulla è successo. Dopo oltre tre settimane dalla sua segnalazione nessuno s’è fatto vivo, né ha risposto ai suoi appelli. Nessuno ha mosso un dito. Eppure, sul sito di Apus, Associazione protezione uccelli selvatici, si legge che "le rondini e i rondoni sono uccelli particolarmente protetti da leggi federali e cantonali e la rimozione dei nidi è vietata e sanzionata".
Ma torniamo alla proposta del Nazionale. L’identificazione elettronica permetterà di differenziare i gatti domestici dai randagi, le campagne di sterilizzazione potranno essere organizzate meglio dai comuni e beneficiare pure del sostegno della Confederazione. Infine, il microchip obbligatorio responsabilizzerà i proprietari che adottano un micio. Alla stregua di una corretta profilassi, "microchippare" il gatto deve diventare la regola. Come lo è già da tempo per i cani. Negli ultimi 25 anni, la popolazione felina in Svizzera è aumentata di quasi un terzo. Tre animali su quattro vivono all’aperto.
Secondo gli esperti, oltre 10 milioni di animali selvatici vengono uccisi dai gatti ogni anno. Vittime principali gli uccelli, a maggio e a giugno particolarmente a rischio. È il periodo delle covate e molti piccoli cadono dal nido, dritti nello stomaco del micio. Capita sovente soprattutto nelle città. A Zurigo, ad esempio, dove vivono 600 gatti per chilometro quadrato, anche di più in alcuni quartieri. Tanto per fare un confronto, le volpi, tra i predatori selvatici più comuni che da tempo si possono incontrare anche nei centri abitati, sono solo 11 per chilometro quadrato. L’associazione Apus raccomanda ai proprietari di tenere il proprio gatto in casa almeno durante la nidificazione (vedi box).
Insomma, per molti uccelli la vita in città è diventata impossibile. Molte specie sono sparite. Ovviamente non è sempre tutta colpa dei gatti. Complice anche la diminuzione degli insetti e dei semi, di angoli tranquilli in cui stare e la difficoltà a nidificare soprattutto sulle facciate dei palazzi moderni, spesso di vetro. Vero è però che i gatti contribuiscono a rendere la vita un inferno per numerose specie. Il loro istinto li spinge a cacciare, sempre e comunque. Si divertono a tenere d’occhio la preda per ore e ore, la bloccano, la uccidono e sovente non la mangiano ma la lasciano lì per terra. Un gatto ben pasciuto e con lo stomaco pieno difficilmente si metterà a spolpare un uccellino. Lo porterà dentro casa per dimostrare al proprietario quanto è stato bravo a catturare la preda.
Insomma, uccelli sempre più stressati, sotto scacco delle grinfie dei mici, che vivono male. Merli e passeri soprattutto. Ma anche molti animali selvatici si sentono in pericolo. E c’è chi ha avanzato l’ipotesi di una tassa sui gatti per la conservazione della fauna selvatica. Non solo, i proprietari dovrebbero tenerli in casa durante il periodo della nidificazione. O munirli di un campanellino, così da "avvisare" le prede. Infine, una buona idea sarebbe mettere attorno ai tronchi delle fasce di metallo per impedire ai gatti di arrampicarsi. Anche se, la miglior soluzione per gli uccelli sarebbe quella di creare dei giardini naturali dove possano nidificare, trovare cibo e crescere in santa pace la prole.
p.g.
15.09.2019


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