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Si infittisce la rete del player dei trasporti low cost
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Il lungo e veloce viaggio
da Nord a Sud di Flixbus
ANDREA BERTAGNI


È la tecnologia applicata ai trasporti. Anzi, ai bus. Bastano un app e Internet, pochi clic e dalla Svizzera si raggiungono capitali europee, località balneari o montane, e sperduti Paesi dell’Est. Ecco perché dal 2013, da quando la tedesca Flixbus è sbarcata in Svizzera, il successo della compagnia è cresciuto in modo esponenziale. Facilità d’uso e economicità. Si viaggia molto, ma si spende poco. Anzi, pochissimo. In media i prezzi sono il 60-80% più bassi rispetto al treno. Ed esistono mete raggiungibili anche solo con 6 franchi. Sembra impossibile, eppure è così. Tanto che il mercato svizzero ha stuzzicato anche la concorrenza. Si chiama Blablabus e per il momento ha un’offerta ancora limitata. Non c’è in Ticino. Ma da Zurigo, Wintherthur, Berna, Losanna, Ginevra e Lucerna con Blablabus, che è un’azienda francese, si può andare in Spagna, Italia, Germania e Francia.
E il treno? Patrick Walser, portavoce delle Ferrovie federali svizzere (Ffs) dice: "La comodità di un viaggio su rotaia è impareggiabile ma anche dal punto di vista dei prezzi convenienti, la nostra azienda rimane competitiva. Si pensi ai biglietti risparmio che nell’ultimo anno e mezzo hanno avuto un grande successo e possono rappresentare un’alternativa ai Flixbus".
Sta di fatto che la compagnia low cost continua a espandere la sua rete. La lista delle mete è quasi infinita. Romania, Polonia, Ungheria, Belgio, Olanda, Portogallo, Austria, Lussemburgo. E poi chiaramente Italia, Germania, Francia, Spagna. Solo l’anno scorso ha trasportato 1,2 milioni di passeggeri in Svizzera, una cifra record, in crescita del 20% rispetto al 2017.
A livello europeo hanno viaggiato in lungo e in largo più di 40 milioni di persone, contro i 30 milioni dell’anno precedente. E l’espansione non accenna a diminuire. Anzi. Flixbus prevede un aumento dei passeggeri del 40% in Svizzera, raggiungendo così 1,7 milioni di clienti.
Ma dove va chi parte dalla Svizzera? "Monaco di Baviera, Milano e Lione sono le destinazioni internazionali più popolari - spiega Martin Mangiapia, portavoce dell’azienda - mentre le mete più richieste dagli utenti che si spostano all’interno della Svizzera sono Zurigo, Berna e Basilea". Anche  dal Ticino non mancano le destinazioni "esotiche" verso l’Est europeo, Italia e Germania continuano a essere in cima alla lista. "Milano, Monaco di Baviera e Torino sono attualmente le città preferite - precisa Mangiapia - mentre Lucerna, Basilea e Zurigo sono in cima alle classifiche dei ticinesi, quando ci si sposta all’interno del Paese". Non sono pochi inoltre quelli che scelgono di andare a Malpensa da Lugano. La fermata è a Cornaredo. Turisti, ma anche residenti i principali clienti.  
Tuttavia, i bus verdi sono anche vittime del loro successo. Non tutto, infatti, funziona sempre a meraviglia. A inizio anno l’azienda low cost è balzata agli onori delle cronache  dopo diverse segnalazioni di autisti al telefono durante la guida. Le segnalazioni hanno scatenato reazioni anche a Palazzo federale. Diversi deputati hanno invocato maggiori controlli, coinvolgendo anche l’Ufficio federale dei trasporti (Uft). Anche in questo caso l’azienda ha replicato, precisando che gli incidenti gravi con il bus a lunga percorrenza sono estremamente rari e la sicurezza rappresenta una priorità assoluta ed è assicurata, ad esempio, con controlli non annunciati e pause di guida e riposo chiaramente regolate.
Sulla sicurezza il Sindacato del personale dei trasporti (Sev) ha ancora però dei dubbi. "Si può e si deve fare di più - osserva la vicepresidente, Barbara Spalinger - abbiamo chiesto più volte all’Uft maggiori controlli, ma non credo che vengano svolti". Il sindacato vorrebbe inoltre più trasparenza sui salari. "Sono molto bassi - dice Spalinger -, anche perché l’azienda si serve di piccole ditte per impiegare gli autisti; ma è davvero difficile indagare, in quanto Flixbus non ha sede in Svizzera".
Quel che è certo è che quest’anno, in gennaio, un pullman verde si è schiantato a Zurigo. Partito da Genova in direzione di Düsseldorf, dove non è mai arrivato, è andato a sbattere violentemente contro un muro di protezione. Morto l’autista e una passeggera del Comasco deceduta sul colpo dopo essere stata sbalzata fuori dal veicolo ed essere precipitata nel sottostante fiume Sihl.
Un incidente analogo è avvenuto, sempre quest’anno, in maggio, anche in Germania. Dove, a causa di uno schianto sull’autostrada A9 nei pressi di Lipsia, ha perso la vita una persona e settanta sono rimaste ferite.
abertagni@caffe.ch
13.10.2019


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