Meno giovani e sempre più over 75 al volante
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Guidare oggi è ormai
...un affare da vecchi
ANDREA STERN


Guidare è sempre più un affare da vecchi. Verrebbe da dire così vista l’età media degli automobilisti, che continua a salire. Da una parte perché parecchi giovani preferiscono spostarsi con i mezzi pubblici. Da una parte perché sempre più anziani non vogliono rinunciare alla propria vettura. Solo in Ticino, sono oltre 20mila gli ultrasettantacinquenni che si tengono stretta la loro licenza di condurre.
"È un discorso di cambiamento della società ma anche finanziario - sostiene Andrea Censi, presidente del Fronte automobilisti Ticino (Fat) -. Oggi sempre più giovani rimandano l’appuntamento con la patente. Da un lato perché magari non sentono granché il bisogno di avere un’automobile, dall’altro perché i costi sono sono sempre elevati. Per uno studente o un apprendista, l’automobile è diventata un bene di lusso".
Già. Fatti due conti, tra i test della vista, i corsi di soccorritore e di teoria della circolazione, le lezioni di scuola guida con un maestro, gli esami teorici e pratici, l’allievo conducente arriva facilmente a spendere svariati biglietti da mille nella speranza di ottenere l’agognata patente di guida. Se poi riesce nel suo intento, deve comunque ancora comperarsi un’automobile.
"Inoltre - aggiunge ancora Andrea Censi - deve fare molta attenzione a non commettere infrazioni, che gli causerebbero nuove ingenti spese. Un errore può capitare a chiunque, ma se commesso alla guida può avere pesanti ripercussioni economiche. Per non parlare del rischio di farsi revocare la licenza di condurre e dover quindi ricominciare tutto il percorso da zero".
L’irrigidimento del sistema porta tuttavia anche dei vantaggi. Negli ultimi anni è ad esempio aumentata la percentuale di allievi conducenti che superano gli esami, teorico e pratico, al primo tentativo. Per quanto riguarda la teoria si è arrivati al 77,6%, per la pratica al 65,2%. A dimostrazione che i corsi obbligatori per gli allievi conducenti contribuiscono a migliorare la preparazione. "Certo - riprende Censi -, noi come Fat non contestiamo l’utilità di questi corsi, bensì il loro costo. Sono decisamente troppo cari. Essendo obbligatori, riteniamo che dovrebbero essere proposti a tariffe accessibili a tutti".
Sono a pagamento anche i controlli medici cui devono sottoporsi i conducenti ultrasettantacinquenni. Costano cento franchi e devono essere ripetuti ogni due anni. Ma questo ostacolo non sembra scoraggiare gli automobilisti attempati, una categoria sempre più rappresentata sulle strade ticinesi. Le cifre sono chiare. L’anno scorso il numero di conducenti over 75 è salito del 6,3%, nettamente più di tutte le altre categorie di età. "In questo caso - nota Censi - il fenomeno va in parallelo con l’aumento della speranza di vita. Si vive sempre più a lungo e si resta in buona salute sempre più a lungo. È quindi normale che si voglia anche guidare più a lungo".
A maggior ragione se si considera che per un anziano non è sempre facile fare capo ai trasporti pubblici. L’automobile resta quindi uno strumento importante della propria autonomia. "Tra i giovani invece sono un po’ cambiate le priorità - prosegue Andrea Censi -. Fino a non molto tempo fa tutti aspettavano con ansia i quattordici anni per fare la patente del motorino e poi i diciotto per acquistare o comunque poter utilizzare l’automobile. Erano praticamente dei passaggi obbligati. Oggi c’è meno fretta. In tanti preferiscono continuare a spostarsi con i mezzi pubblici e consacrare le loro energie e i loro soldi ad altri progetti o iniziative". Guidare è, insomma, davvero un affare da grandi. Anzi, da vecchi.
astern@caffe.ch
03.11.2019


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