Le casse pensioni si difendono "ma non costruiamo più"
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Tutte le conseguenze
del boom dell'edilizia
ANDREA STERN


a più rumore una singola domanda di costruzione per un nuovo quartiere con 153 abitazioni di quanto ne fanno venti diverse domande per altrettante palazzine da dieci appartamenti sparse per il Cantone. "Si tende a pensare che a costruire siano prevalentemente le casse pensioni e gli enti istituzionali - osserva Carlo Salvioni, capo dell’Ufficio gestione immobiliare dell’Istituto di previdenza del cantone -. In realtà tra il 60 e il 70 per cento del patrimonio immobiliare del Ticino è saldamente in mano ai privati".
I gestori delle casse pensioni sono stupiti. Certo, si rendono conto che nel settore immobiliare si è diffuso un certo nervosismo. Ma non capiscono perché alcuni imprenditori abbiano deciso di puntare il dito proprio contro di loro. "Noi è dagli Anni ‘90 che non costruiamo più niente - spiega Mauro Guerra, direttore della Cassa pensioni di Lugano -. Gli ultimi stabili che abbiamo edificato sono quelli in via Beltramina. Poi basta, ci siamo limitati a gestire l’esistente. Di recente abbiamo addirittura alienato due proprietà immobiliari".
La Cassa pensioni di Lugano non sarebbe l’unica ad aver imboccato la strada del disimpegno dal mattone. "Per fare un altro esempio - prosegue Guerra -, la cassa pensioni della ex Bsi ha venduto tutti i suoi immobili a un fondo di investimento. E non mi risulta che attualmente ci siano grossi cantieri promossi dalle casse pensioni ticinesi. Se si guarda bene, i promotori sono spesso importanti gruppi d’Oltralpe". Non sarebbero dunque le casse pensioni ad aver causato il fermento edilizio. "Semmai - sostiene Guerra - è vero il contrario".
È altresì vero che, indipendentemente da chi ne sia responsabile, il problema dello sfitto diventa sempre più pressante. "Va detto che tra l’ideazione di un progetto immobiliare - riprende Salvioni - e il suo completamento passano facilmente anche cinque anni. Gli stabili attualmente in costruzione sono stati pensati tempo fa, quando la demografia era ancora in crescita. Allora era difficile prevedere che invece tutti i principali centri urbani tranne Bellinzona avrebbero perso abitanti". E fermare un cantiere, non è così facile. "Ormai i progetti avviati sono stati portati avanti - sottolinea Salvioni -. È comunque probabile che nei prossimi anni si assisterà a un rallentamento dell’edilizia".
Probabile ma non sicuro. Proprio l’altro giorno Swiss Life ha annunciato l’intenzione di realizzare a Breganzona un nuovo quartiere con 153 abitazioni. Il gruppo assicurativo preferisce non prendere posizione ma il suo agente generale per il Ticino, Roberto Russi, non nasconde che ancora oggi il mercato offre delle buone opportunità. "Siamo tutti un po’ vittime delle decisioni prese dalle varie banche nazionali - riprende Salvioni-. I tassi negativi dovrebbero aiutare l’economia a rilanciarsi ma intanto stanno creando delle distorsioni nel mercato". Contribuendo alla corsa al mattone. "Sicuramente i rendimenti nell’immobiliare - sottolinea Salvioni - restano migliori che nell’obbligazionario".
Non per forza però bisogna costruire da zero. "Anche ristrutturare può essere interessante - afferma Salvioni -. Noi ad esempio abbiamo completamente risanato un edificio  a Biasca risalente al 1976. Abbiamo messo il teleriscaldamento e l’abbiamo adeguato alle esigenze moderne. Una volta finiti i lavori, in poco tempo tutti gli appartamenti hanno trovato un inquilino".
astern@caffe.ch
08.12.2019



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