function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Il ministro Christian Vitta dopo gli appelli per la riapertura
Immagini articolo
"Mi attendo che Berna
allenti le dure restrizioni"
MAURO SPIGNESI


È un conto alla rovescia, mentre si sgrana il rosario delle speranze che rischiano di spegnersi nella disperazione. L’economia ormai boccheggia, sorretta appena dalla stampella degli aiuti, ha bisogno di ossigeno, di ripartire, di far girare il motore imballato da mesi. Il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, ne è consapevole. Osserva preoccupato quanto sta accadendo. Mentre la cappa della pandemia cambia volto, muta da una variante all’altra come in un gioco crudele e macabro che costringe la scienza e la ricerca alla rincorsa di nuovi antidoti.
Consigliere di Stato, il nuovo lockdown sta portando allo stremo diverse categorie economiche. In questi giorni da più parti è stato lanciato un appello per riaprire. Un appello firmato da quindici imprenditori. Si sente di condividere le ragioni?
"Comprendo il sentimento di stanchezza e la voglia di potersi riappropriare delle proprie libertà. In questo senso mi attendo che il Consiglio Federale definisca a breve un programma di allentamento delle misure a partire dal primo marzo. Questo favorirà una maggiore chiarezza verso la popolazione e coloro che gestiscono le attività commerciali e produttive".
Il ministro Alain Berset, ha detto "capiamo la frustrazione e anche noi auspichiamo delle riaperture". A livello nazionale, inoltre, è stata lanciata una petizione con  200mila firme per sollecitare la fine del semiconfinamento. Che ne pensa?
"Sono testimonianze che dimostrano che la popolazione ha il desiderio di recuperare degli spazi di libertà e questo potrà avvenire solo con un allentamento delle attuali restrizioni".
Oltre queste iniziative, però, ci sono ormai segnali di disobbedienza civile anche in Ticino. Il Ticino e la Confederazione riusciranno a reggere ancora se la situazione richiederà un altro periodo di regole strette?
"Il Consiglio di Stato prenderà posizione sul programma di allentamento delle misure nell’ambito della consultazione che la Confederazione si è impegnata ad avviare a breve. Solo a fronte di una precisa proposta sarà possibile prendere una posizione chiara e dettagliata. A mio parere l’attuale situazione epidemiologica presente in Svizzera e in Ticino dovrebbe permettere di definire un chiaro programma di allentamenti".
Secondo lei gli aiuti decisi a livello nazionale e cantonale sono sufficienti? Cosa esattamente si poteva fare di più nel concreto?
"Gli strumenti in campo sono numerosi e gli importi in gioco sono rilevanti. Ci sono sicuramente dei parametri di dettaglio che sono migliorabili, come ad esempio la possibilità di far rientrare negli aiuti anche le imprese aperte dopo il mese di marzo 2020. In questa direzione il Cantone Ticino si è attivato verso Berna, chiedendo un adeguamento dell’ordinanza federale".
Teme, come ipotizzano molti imprenditori e associazioni di categoria, che questa situazione alle fine porterà parecchi fallimenti o pensa che complessivamente la struttura economica, come accaduto in altre crisi, riuscirà alla fine con un guizzo a ripartire?
"Una crisi di questa portata lascerà purtroppo dei segni. Ci saranno attività, che già prima della pandemia erano fragili o che operano in settori particolarmente colpiti, che purtroppo potrebbero anche non farcela. In altri settori si registrano invece delle tendenze più positive con delle nuove opportunità che si stanno aprendo. Passata la fase acuta della crisi sanitaria sarà possibile avere un quadro più chiaro della situazione strutturale dell’economia a livello nazionale e cantonale. In questa fase la priorità per tutti è quella di superare questo difficile periodo".
Lei ha detto che la priorità dell’intervento statale non può non tener presente il riequilibrio dei conti pubblici. Alcuni hanno osservato che se non si spendono soldi in un periodo così straordinario, a fronte di una sostanziale solidità delle finanze, quando si devono spendere i soldi pubblici?
"La Svizzera e il Ticino grazie a una buona solidità finanziaria hanno e stanno mettendo in campo ingenti risorse. L’equilibrio finanziario dei conti pubblici è un obiettivo di medio termine e, come dimostrano le cifre, non è un obiettivo che si sta perseguendo a corto termine. Anzi, in questi anni, anche il nostro Cantone registrerà importanti disavanzi d’esercizio, e questo perché sta concentrando le proprie priorità sull’intervento dello Stato laddove questo è necessario".
Cosa pensa della possibilità di regolamentare il telelavoro prevedendo deduzioni più flessibili come hanno fatto Cantoni come Ginevra che consentono di dedurre dalle imposte le spese di una stanza del proprio domicilio se usata per attività professionali? Non le pare l’attuale sistema troppo rigido soprattutto perché è possibile che il telelavoro resti in alcuni settori anche in futuro?
"Anche in Ticino, in questo ambito, delle deduzioni sono possibili. In ogni caso un aggiornamento della legislazione tributaria a livello federale è opportuna per tener conto in prospettiva futura dei possibili cambiamenti legati alle modalità di lavoro. A corto termine occorre per contro un approccio pragmatico e semplice ed è quello che si applica nel Cantone Ticino e in altri Cantoni".
Pensando al futuro e al post Covid, cosa ci possiamo attendere per l’economia?
"Ci saranno certamente delle dinamiche nuove. Ci saranno dei settori emergenti e delle nuove opportunità date in particolare dalle nuove tecnologie la cui applicazione in questo periodo ha subito un’accelerazione. Pensiamo ad esempio a tutto il settore dell’online e a nuove modalità di lavoro. Nella fase di rilancio del Paese sarà importante seguire questi cambiamenti strutturali, accompagnando i settori che dovranno riconvertirsi e dando nuovo slancio all’intera economia".
mspignesi@caffe.ch
13.02.2021


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Luna e Marte nuove mete
di imprenditori visionari
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Predicatori e Stato islamico
tra i guerriglieri della costa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra,
omaggio
al principe
Filippo

La polveriera
Belfast
pronta
a scoppiare

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00