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Il mondo economico cittadino striglia la politica e...
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"Roboanti annunci
ma si procede a rilento"
ANDREA BERTAGNI


Vorrei una Lugano che non pensa troppo in grande e questo per evitare delusioni, per evitare ogni volta di rimanere con un pugno di mosche". Michele Unternährer, presidente di Gastro Lugano (la federazione degli esercenti), riassume così un concetto condiviso da molti nella capitale, il "motore" economico e finanziario del cantone che viaggia verso le elezioni dando di se stessa un’immagine... rovesciata."Il nuovo polo sportivo e degli eventi a Cornaredo sta spaccando troppo la politica, così non va", dice Federico Haas, albergatore e socio di HotellerieSuisse. "Tutte queste discussioni stanno nascendo perché siamo a un mese dal voto. Ognuno dice la sua e la verità probabilmente sta nel mezzo", sostiene Mario Tamborini, segretario dell’Associazione Via Nassa. Di sicuro, l’economia cittadina davanti a quanto sta accadendo è spiazzata. Oltre che preoccupata. Perché quella che è (o era) la locomotiva del Ticino sembra inceppata. Progetta, studia ma procede a rilento. Stenta. "La città è bloccata, non è più progettuale - afferma Franco Citterio, direttore dell’Associazione bancaria ticinese (Abt) -, è davvero una situazione incomprensibile. Alla concretezza si è preferito aggiungere solo tanta carne al fuoco e il risultato... è un ingolfamento".
Le idee non mancano, Secondo Citterio sono forse anche troppe. Mentre quel che c’è non avanza. Come il rilancio dell’aeroporto di Agno bloccato da tre ricorsi. O come il nuovo "Polo sportivo e degli eventi" a Cornaredo, contro cui c’è l’opposizione dell’ex presidente del Plr svizzero, Fulvio Pelli, il sì risicato del partito liberale cittadino e il (molto) probabile lancio di un referendum da parte dell’Mps. Mentre il polo turistico congressuale del Campo Marzio "è in ritardo o è stato accantonato. Non si si capisce bene", sostiene Haas, che come albergatore ha interesse al rilancio del turismo in città. "Serve una visione chiara. Ma nessuno in Municipio campa di turismo - avverte -, tutti si sciacquano la bocca, ma non vedo iniziative, opere, progetti per cercare davvero di colmare il ridimensionamento del settore finanziario con il turismo". Insomma, "non se ne arriva a una", sostiene Unternährer, che ha un bar in centro. "Prendiamo il polo sportivo: siamo fermi e si rischia di dover aspettare anni. Inoltre, l’idea di spostare gli uffici dell’amministrazione a Cornaredo rischia di svuotare il centro. Così facendo la situazione non migliorerà, anzi". Secondo Unternährer serve più vivacità. "Vorrei - dice - più velocità e meno chiacchiere".
Getta acqua sul fuoco Tamborini. "Noi con il Comune collaboriamo bene da anni. Tanto che a breve - anticipa - è prevista la posa di un arredo verde lungo via Nassa. Tutte le discussioni sui grandi progetti non ci toccano. Sono comprensibili in campagna elettorale".
I litigi interessano Haas. "La politica è poco recettiva, bisogna invece che Lugano punti con decisione sull’immagine turistica. Le idee non mancano: dalla pedonalizzazione del lungolago a pianificazioni che tengano conto e valorizzino di più il settore alberghiero. Invece non ci siamo. La mentalità del ticinese è ancora di insofferenza verso l’industria delle vacanze, quasi fosse un settore di disturbo. Avanti di questo passo e ci vorranno anni prima di un vero cambio di mentalità".
Poi, si continua a litigare. "Ormai è diventato uno scontro continuo - è il pensiero di Paolo Poretti, imprenditore ed ex presidente di commercianti di Lugano -, soprattutto, è chiaro, in campagna elettorale gli animi si accendono. Però davvero la litigiosità è diventata quasi normale nella vita politica, non soltanto a Lugano. E questa litigiosità non aiuta certo a risolvere i problemi e a trovare delle soluzioni di compromesso". Una Lugano "ingolfata", insomma, non fa bene a nessuno. Soprattutto agli operatori economici. "Se i progetti andassero in porto ne guadagnerebbero tutti - continua Poretti - . Prendiamo ad esempio il polo congressuale al Campo Marzio. È stato accantonato? Bisognerebbe chiederlo al Municipio. È un progetto importante che a cascata gioverebbe anche ai commercianti, porterebbe un indotto non indifferente".
Velocità al posto di animosità e scontri. È quello che spera anche Raoul Fontana, industriale di Lugano. "Siamo ancora la locomotiva del cantone, ma certi discorsi a livello politico... rendono insicura la popolazione - spiega -, bisogna invece andare avanti spediti nei progetti e portarli a termine il più in fretta possibile. Per esempio il polo sportivo di Cornaredo. Porterà ad una riqualifica importante del quartiere e favorirà anche uno sviluppo economico di rilievo. Porterà alla creazione di ristoranti e alberghi senza compromettere il centro cittadino. E senza contare che l’immagine di Lugano diventerà più attrattiva e moderna". Chi fa impresa, insomma, non ha dubbi: basta polemiche. "Stiamo aspettando da 20 anni il nuovo quartiere di Cornaredo. Ci vorrebbe qualcuno che dicesse ‘si fa. Punto e basta’. Come del resto succede a Dubai che, anche se è un Paese molto diverso dal nostro, è parecchio più veloce quando si tratta di realizzare progetti e opere importanti capaci di dare lustro alla città". A Lugano invece, "che resta il fulcro dell’attività bancaria ticinese - riprende Franco Citterio - negli ultimi 10 anni c’è stata solo una grande foga nel comunicare un progetto dopo l’altro. Per la nostra ‘piazza’ è importante che l’autorità pubblica sia efficiente e abbia i mezzi per gestire la città senza disdegnare gli investimenti". Una città-faro, insomma. Per tutto il cantone. "Capace di creare nuovi posti di lavoro e nello stesso tempo non ripiegata troppo su se stessa. Se penso ad esempio all’amministrazione ordinaria mi sento di dire che non c’è stata sempre la dovuta attenzione, soprattutto nei confronti dei quartieri che sono stati aggregati".  Ma il rincrescimento è anche tra gli impresari edili. "In questo periodo i cantieri bisognerebbe accelerarli invece di frenarli - dice Nicola Bagnovini, direttore della Società impresari costruttori (Ssic Ticino) -, ogni volta c’è sempre qualcuno che si mette di traverso. Anche perché con il nostro sistema democratico chiunque può opporsi e i progetti slittano così di anni". Rovesciando la progettualità di Lugano in un nulla di fatto.
abertagni@caffe.ch
13.03.2021


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