Toni Servillo
Immagini articolo
"Sul mio volto vedete
tutte le mie scelte"
STEFANO VASTANO


Giacca in tweed, jeans e occhiali con lenti scure su un volto fermo, statuario quasi, visto i tanti indimenticabili ruoli. Nella parte dell’eterno Andreotti, ad esempio, nel Divo di Sorrentino. Nel ruolo del cupo ragioniere della camorra, in Gomorra. O nel più cinico Jep Gambardella, il personaggio forse più intrigante in cui Toni Servillo sia mai entrato. Per questo la prima domanda, durante un incontro a Berlino - dove è venuto per una rassegna dedicatagli dall’Italian Film Festival "per spiegare ai ragazzi dell’università cosa significhi recitare e leggere Pirandello" - è cosa significhi per lui il volto. "Può essere uno strumento sul quale si applicano giustapposizioni tecniche per rendere il personaggio - risponde -. Ma, come aspetto esteriore, è la cosa che mi interessa di meno nel mio mestiere".
Affermazione strana per un grande attore che con quel suo viso enigmatico ha spuntato tanti Donatelli, Nastri d’argento e Golden Globe. "Più importante è un volto che si mostra lentamente, con moderazione, poco a poco al pubblico nel corso di una carriera", aggiunge. È proprio così che abbiamo scoperto tutte le risorse del profilo apparentemente chiuso, ermetico e severo di Servillo: lentamente, dalla tragica figura dello scienziato Renato Caccioppoli nella Morte di un matematico napoletano al più sciolto Gambardella o ad Elia, il non più giovane psicoanalista di Lasciati andare. "A me interessa quel che si deposita nel volto di un attore come risultato delle sue scelte e di ciò che ha cercato di comunicare nella sua relazione col pubblico". Se c’è una figura agli antipodi di questo dotto napoletano è quella del romano Carlo Verdone. "Un attore che stimo - dice - e che appartiene all’antichissima tradizione di maschere della commedia dell’arte e che ha fatto del funambolismo mimetico uno dei suoi motivi più affascinanti".
No, Servillo non viene da questa tradizione, né si può dire che sia attore schiettamente comico: "Non ho regalato tanta gioia comica agli spettatori come Verdone, lui allontana la tristezza dal mondo, io con alcuni personaggi forse l’ho aggiunta!". Basti pensare a quell’oscuro senatore che ha rappresentato nella Bella addormentata, uno dei capolavori di Marco Bellocchio. Gioia o tristezza a parte, sin dall’inizio tutti i suoi personaggi "vanno al di là del folclore e con la nostra compagnia Teatri Uniti abbiamo sempre pensato di praticare con la stessa passione teatro e cinema. Il personaggio di Caccioppoli ad esempio è un intellettuale di una Napoli legata a impegno politico". Spiazza quindi che dopo tanti film impegnati sia scivolato in Lasciati andare, nei panni dell’analista di mezza età dietro alle stramberie di una giovane trainer. L’ha fatto per dimostrare che riesce bene e a far ridere anche in una commedia? "È stata la prima volta che dopo tanto cinema engagé mi sono messo alla prova con un personaggio più leggero, anche se non decisamente comico. Già con il commissario Sanzio ne La ragazza del Lago ho fatto al cinema il personaggio che più somiglia ai personaggi del teatro di Eduardo".
La differenza insormontabile tra cinema e teatro resta sempre la stessa: "Il teatro è vita condivisa, la vita nel momento in cui accade e che non torna più". Per lui è stato il 2008, anno del Divo e di Gomorra. "Un’esperienza bellissima perché sono usciti insieme al festival di Cannes e insieme hanno vinto". Momento esaltante anche per il cinema italiano. "Sorrentino e Garrone raccontando temi scottanti legati alla vita sociale del nostro Paese, e con un nuovo linguaggio, intercettavano l’interesse del pubblico italiano e di quello internazionale". Staremo a vedere se anche il nuovo film di Sorrentino - Loro, sulla figura di Berlusconi - susciterà altrettanto interesse, regalandogli altri momenti di gioia.
26.11.2017


IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Troppa canapa light
e il mercato è saturo
L'INCHIESTA

Se lavori oltre i 65
rendite più ricche
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Dagli esodati
ai pensionati d'oro
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Una tregua "olimpica"
riunisce le due Coree
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nella base americana
"Pronti, qui in Corea"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La folle corsa nucleare
non è solo propaganda
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La tendenza a esagere
...ereditata dai greci
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.02.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, gennaio 2018
12.02.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre 2017
12.02.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È in linea il nuovo dossier concernente la protezione dell'ambiente in Ticino
08.02.2018
La Segreteria del Gran Consiglio ha pubblicato la lista delle presenze dei Deputati alle sedute della legislatura in corso
07.02.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 19 febbraio prossimo
01.02.2018
Aggiornato il formulario della domanda di costruzione (versione 01.2018) [www.ti.ch/edilizia]
31.01.2018
Lingue e stage all'estero - 20 anni di scambi linguistici. Partecipa al concorso.
22.01.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2017
11.01.2018
Prova delle Sirene 2018
10.01.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 22 gennaio 2018.

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Kosovo:
si festeggiano
i 10 anni
d'indipendenza

Messico:
la terra trema
e le paure
riaffiorano