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Eliza Scanlen
Immagini articolo
"Affronto le sfide della vita
e senza mai scappare"
ROSELINA SALEMI


Correva come un fulmine, la pandemia ha fermato anche lei, e non vede l’ora di rimettersi in moto Eliza Scanlen, 22 anni, anche se non le dispiace aver passato un po’ di tempo a casa, a Sydney, Australia, a dormire: "La mancanza di sonno era diventata drammatica". Vietato farsi ingannare dall’innocente, ammaliante sguardo azzurro e dalla svelta figurina da teenager: è tostissima. Ha debuttato al Festival di Venezia 2019 con Babyteeth-I colori di Milla. Era rasata a zero per diventare la quindicenne malata di cancro, e nel frattempo è arrivato su Netflix il thriller gotico The Devil All The Time, in italiano Le strade del diavolo, complicata storia di deliri religiosi.
Carriera rapida, la sua. Ha cominciato con una soap australiana molto popolare, Home and Away, è diventata l’attrice-rivelazione della miniserie Sharp Objects, è volata a Los Angeles per girare Piccole donne con Greta Gerwig (era la dolce, sensibile Beth). E con Babyteeth ha conquistato la prima parte da protagonista. Milla Finlay, una promessa del violino, si innamora del piccolo spacciatore Moses problematico ma tenero e trova una grazia inaspettata nel meraviglioso caos quotidiano. "Ho adorato Milla per come affronta l’oscurità della malattia - racconta -, sa che non le resta molto tempo, eppure è piena di entusiasmo, di energia, di coraggio. Ride, scherza, non si piange addosso, cerca di essere felice. Perde i capelli, mette la parrucca azzurra. Mi piace descriverla come una supernova sul punto di esplodere. Solo perché sta per morire, non significa che non uscirà col botto...". Però questo non è soltanto un film su una malata terminale o su una storia d’amore, "ma sull’incapacità di ognuno di noi di stare al mondo, sul desiderio di crescere oltre la fase dei denti da latte (Milla ne ha ancora uno) per affrontare la vita, con tutte le sue sfide, senza darcela a gambe". Anche lei ha perso, metaforicamente, i denti da latte. "A diciotto anni, ho lasciato Sydney e sono andata a Los Angeles per i sei mesi di riprese di Sharp Obiects. A livello personale, stare lontano da casa era difficile. Mi ero appena diplomata al liceo, gli amici erano la mia vita, la scuola era la mia vita, e lasciare tutto così all’improvviso è stato deprimente. Ho avuto molta nostalgia. Ma il distacco mi ha aiutato a crescere".
Poi è arrivata Milla. "Entrare in contatto con la sua dolcezza, il suo dolore, la sua fame di vita per me è stata un’esperienza quasi spirituale... Il film non avrebbe funzionato se non mi ci fossi buttata dentro con tutta me stessa. Ho anche imparato a suonare il violino! Ogni cosa che ho fatto, dallo sport alle lezioni di piano, mi è servita per recitare, come se avessi un destino". Se è così, nel suo karma ci sono ruoli drammatici, disturbata mentalmente o moribonda (Beth, Milla). Ci ride sopra. "Ho recitato la parte della stalker in Home and Away,  sono stata l’assassina sui pattini in Sharp Objects (non so neanche dove ho preso la rabbia adolescenziale di Amma), la ragazza sconvolta in The Devil All the Time. Gli amici mi prendono in giro: ‘sarà una scema, Eliza? Sarai considerata una psicopatica adesso?’. Spero di no, ovviamente. Sono molto rilassata, ma mi piace tirar fuori la follia, la rabbia, l’aggressività. Forse sono rilassata proprio per questo". Nelle sue sicurezze c’è la famiglia, la sorella Annabel, "la mia cavia, per tutto. Alcuni dei miei ricordi più belli riguardano la creazione di qualcosa insieme". E, neanche a chiederglielo, è femminista. Ti guarda tirando su un sopracciglio: "Si può non esserlo, oggi?".
26.06.2021


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