function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};
Il commento
Immagini articolo
Il diritto di informazione
crolla sotto i nostri piedi
LILLO ALAIMO, LIBERO D'AGOSTINO


Accelerazioni sociali”. Così due professori dell’Istituto di ricerche sociologiche dell’Università di Ginevra (Sandro Cattacin e Toni Ricciardi), in un’analisi per il Caffè definiscono alcune conseguenze delle pandemie nella società. Da che mondo è mondo.
Effetti collaterali positivi, dunque.
Freud ha scritto che l’apparizione di un tumore può guarire una persona da una grave psicosi. Osservazioni sociologiche, quelle dei due professori di Ginevra, e osservazioni cliniche, quelle di Freud. Apparentemente, ma solo apparentemente paradossali. Sono fenomeni sperimentati e che stiamo sperimentando. Sebbene i danni collaterali - e veniamo a noi - siano nell’immediato i più visibili.
Ecco un esempio che ci sta a cuore. Il terreno della libertà di stampa cede da tempo sotto i nostri piedi. L’allarme sanitario di questi mesi, quantomeno nella piccola realtà che ci sta attorno, ha "accelerato" il fenomeno tellurico. Non è certo da settimane o da mesi che la stampa, che siano testate cartacee, televisive, radiofoniche o online, è sempre più considerata dai "poteri" un megafono per raggiungere più persone. Ad essa non si chiede di fare informazione ma propaganda. Non lo si dice chiaramente, ma è questo di fatto il comportamento che il "potere" ha con il giornalismo.
I retroscena, moltissimi, che hanno caratterizzato la comunicazione in questi mesi, raccontano di una relazione ormai deteriorata. La deriva che si registrava da qualche anno è accelerata.
Le necessità in questa fase di emergenza  hanno trasformato la politica e chi sta alla testa di talune istituzioni in roboanti soggetti desiderosi di dettare non solo il cosa ma anche il come e il quando pubblicare.
Le conferenze stampa senza i giornalisti (una contraddizione solo a pensarla) sono una piccola e nemmeno la più grave delle assurdità a cui si è assistito nelle settimane scorse. La trafila di domande, richieste, istanze per poter intervistare qualcuno è stata inimmaginabile. Una inutile filiera burocratica non per intervistare Tizio o Caio, ma per inviare a Tizio o Caio alcune domande via e-mail, a cui Tizio o Caio avrebbero risposto sempre via email. O, nella migliore delle ipotesi, anche se avessero risposto al telefono, l’articolo avrebbe dovuto essere inviato prima ad un addetto dello Stato Maggiore di condotta (già la definizione mette sull’attenti!) per ottenere "l’approvazione" alla pubblicazione.
In verità la pessima abitudine delle interviste via e-mail, quindi senza contradditorio, ha preso piede da tempo. Ora la cosa si è accelerata. Effetti collaterali. Accelerazioni sociali.
Sul "Piano operativo in caso di pandemia" del 2007, l’unico esistente (che il Caffè pubblica in questa edizione) alla "comunicazione" è infatti data parecchia importanza. Sarà da qui, dal capitolo 14 del Piano che certi atteggiamenti sono via via cresciuti in questi mesi. Il capitolo inizia così: "La comunicazione è lo strumento principale della cellula di crisi dello Stato maggiore". Giusto! Ma l’informazione è informazione, la propaganda è altro.
E allora, pensando ai "danni collaterali" di questa emergenza ma anche ai danni che da tempo l’informazione sta subendo, poniamo una in fila all’altra queste domande.
È ammissibile che ormai in Ticino per intervistare un qualche politico bisogna inviare prima le domande e sperare poi di ottenere una risposta?
È ammissibile che le interviste avvengano per lo più via email senza, quindi, la possibilità di fare una controdomanda se la risposta non è soddisfacente o fuorviante?
È ammissibile proporre ai lettori delle interviste preconfezionate senza contraddittorio e senza repliche?
È ammissibile che i politici, oltre a pretendere prima le domande e di rispondere per email, vogliano addirittura anche ricontrollare il testo e persino il contesto in cui saranno pubblicate le loro risposte o delle semplici dichiarazioni?
È ammissibile che i funzionari cantonali per rilasciare anche una dichiarazione debbano chiedere l’autorizzazione ai loro superiori?
È ammissibile che per tutto quel che riguarda l’emergenza coronavirus bisogna passare dallo Stato maggiore cantonale di condotta, che si riserva pure il potere di valutare la pertinenza o meno della richiesta di interviste o di dichiarazioni?
È ammissibile che durante le conferenze stampa ci si trinceri dietro un "preferisco non rispondere" anche a domande che in altri Paesi sono ritenute di chiaro interesse pubblico?
È ammissibile che dei giornalisti siano richiamati all’ordine per aver reso note delle "criticità" nella gestione dell’emergenza sanitaria?
È ammissibile che lo Smcc telefoni nelle redazioni per informarsi preventivamente sulla pubblicazione di articoli che riguardano fatti o persone che hanno a che fare con l’epidemia?
È ammissibile che la funzione dei giornalisti si debba ridurre solo a lodare il Palazzo,  a pubblicarne i  comunicati stampa, e che si ostenti fastidio e intolleranza verso qualsiasi esercizio del dubbio e della capacità di critica?
È ammissibile che nel corso delle conferenze stampa dei ministri smentiscano, per salvare la faccia, notizie vere e comprovate pubblicate dai giornali?
È ammissibile che dalle stesse redazioni si siano levate poche voci per protestare ufficialmente contro queste limitazioni imposte alla stampa?
È ammissibile che la politica accetti queste limitazioni come legittime e non pericolose per la libera informazione della pubblica opinione?
È ammissibile che in un sistema democratico si accettino senza resistenza alcuna queste restrizioni dell’attività giornalistica?
Se tutto ciò è ammissibile la libertà di stampa e il diritto-dovere d’informare sono ormai finiti.
17.05.2020


Articoli Correlati
Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
20.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, aprile 2020
15.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, aprile 2020
13.05.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 25 maggio 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile 2020
08.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Dati settimanali provvisori sui decessi, Ticino e Svizzera, stato al 5.5.2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, aprile 2020
30.04.2020
Pubblicato il Rendiconto 2019 del Consiglio di Stato
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Ripartenza a singhiozzo
e borse poco indicative
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il braccio del Sultano
"allunga" il suo potere
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

In Francia
si riprende
ad andare
a messa

Spagna:
10 giorni di lutto
e piano di riapertura
dal primo luglio

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00