Da Philadelphia a Washinton lungo la storia americana
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Viaggio tra vecchia
e la nuova capitale Usa
GIÒ REZZONICO


Malgrado Donald Trump, mia moglie ed io amiamo molto gli Stati Uniti. Il viaggio che vi raccontiamo oggi e domenica prossima è il nostro quinto appuntamento con l’America del Nord. L’obiettivo di questo itinerario è triplice: storia, natura e arte. A quest’ultimo proposito ci interessano soprattutto le opere degli impressionisti, di cui sono ricchi i musei americani (si veda Appunti di viaggio a pagina 18). Il tragitto si svolge nel cuore della storia a stelle e strisce, partendo da Washington per visitare il villaggio coloniale di Williamsburg, le residenze di George Washington e Thomas Jefferson, Gettysburg (luogo fondamentale della guerra di Secessione). Il nostro itinerario ci porta poi fino al Canada per ammirare le cascate del Niagara, prima di rientrare a Washington passando da Philadelphia.
Oggi ci soffermiamo su Philadelphia, la città che vide nascere la nuova nazione, e su Washington, che la vide crescere.

La culla degli Stati Uniti
Philadelphia può essere considerata la culla degli Stati Uniti. È infatti la città dove nel 1774 si tenne il primo congresso tra i coloni della Nuova America per discutere dei loro rapporti con la Corona inglese. Dove nel 1776 il secondo congresso decretò la separazione dalla Gran Bretagna e il 4 luglio adottò la dichiarazione d’indipendenza. Dove nel 1787 venne ratificata la Costituzione americana (proprio qui si trovano tutti i documenti originali). Queste tappe fondamentali della storia statunitense si celebrarono nell’Independence Hall e dal suo campanile si udì la campana, la Liberty Bell, suonare a festa.
Nel nucleo più antico di questa storica città è stato istituito l’Independence national historical park, il miglio quadrato più ricco di storia di tutta l’America, costituito da dodici isolati con case in mattoni rossi, nei quali si possono ripercorrere le tappe salienti della nascita della nazione, dal 1776 al 1800, gli anni durante i quali Philadelphia fu capitale del Paese.
Il luogo più magico, dove vennero prese le decisioni più importanti, è l’Independence hall. Accanto si trovano la Congress hall, nella quale si tennero le prime riunioni della camera dei deputati e del senato, e la Old city hall sede della prima corte suprema. Poco distante è stato costruito un museo per accogliere la Liberty bell, la campana che scandì i momenti salienti della nascita della nazione, assurta in seguito a simbolo della libertà, anche durante la guerra di Secessione (1861-1865), che portò alla liberazione degli schiavi.
Non lontano dal centro storico, immersa in costruzioni moderne, si trova Elfreth’s Alley, una pittoresca viuzza, considerata la più antica degli Stati Uniti, che fu abitata sin dal 1727.
Sulla sponda opposta del fiume Delaware, attorno all’imponente City hall costruita a fine Ottocento in stile Secondo impero francese, si sviluppa la città moderna caratterizzata dal Benjamin Franklin Parkway. Questo viale, progettato sul modello degli Champs Elysées, apre un ampio varco dalla City hall al Philadelphia museum of art.

Washington capitale
Dopo la fine della guerra di Indipendenza il neonato congresso elesse Philadelphia come capitale provvisoria, mettendosi subito all’opera per trovare una sede permanente. Il compito di determinare la sua esatta collocazione fu affidato al neopresidente George Washington. Si trattava di trovare una soluzione di compromesso in una posizione intermedia tra i centri di potere del nord e del sud del paese. La sua scelta cadde su un territorio che ben conosceva perché distante solo una trentina di chilometri dalla sua proprietà di Mount Vernon. Il compito di creare una nuova città con un’urbanistica ispirata a un ideale democratico fu affidato a Pierre Charles L’Enfant, un ufficiale di origine francese in servizio durante la guerra di Indipendenza. Ispirandosi a modelli europei progettò una capitale - a cui venne dato il nome del presidente - con viali grandiosi, monumenti simbolo, grandi musei. I lavori vennero avviati nel 1793. Nel 1800 il congresso si riunì per la prima volta a Washington, mentre il primo presidente ad occupare la Casa Bianca fu John Adams nel 1801. Su una collina (Jenkins Hill, oggi Capitol Hill) sorgevano gli edifici che ospitavano il potere politico (congresso e senato) e giudiziario (corte suprema). Un grande viale, oggi The Mall, largo 122 metri che si estendeva su un asse est-ovest avrebbe ospitato edifici pubblici, musei e monumenti. Questa avenue sarebbe stata collegata a un altro asse nord-sud con la casa del presidente tramite un’importante arteria commerciale, oggi Pennsylvania Avenue.

I luoghi del potere…
Sulla collina che Pierre Charles L’Enfant definì "un piedistallo in attesa di un monumento", sorge il Campidoglio sormontato dalla sua imponente cupola bianca del peso di 4 mila tonnellate, alta 55 metri e larga 30. All’interno è decorata con affreschi dedicati a 400 anni di storia americana. La Capitol Hill accoglie edifici classici in marmo bianco che ospitano i 435 membri della camera dei rappresentanti, i 100 del senato (2 rappresentanti per ognuno dei 50 stati), i giudici della Corte suprema che proteggono e interpretano lo spirito delle leggi emanate dalle due camere, la biblioteca del congresso con i suoi 140 milioni di libri, manoscritti, microfilm e fotografie. È certamente questo il luogo simbolo più famoso di tutta la nazione. Le architetture sono imponenti. La corte suprema è ispirata a un tempio greco, gli interni della biblioteca del congresso sono in stile barocco con decorazioni neoclassiche. Gli edifici sembrano voler esprimere solennità per colpire il visitatore, vero destinatario di queste opere, che vanno bene al di là della funzionalità dovuta a chi ci lavora. La recente creazione di un Visitor center costato 600 milioni di dollari, che collega tutti questi monumenti e propone 46 mila metri quadri di aree espositive, sembra sottolineare l’impressione che questo, oltre ad essere un luogo di lavoro, è un luogo dove si vuole presentare la nazione ai numerosi visitatori americani o esteri che ogni giorno lo visitano.
Collegata al Capitol Hill attraverso il Mall, la Casa Bianca, progettata nel 1792 da un architetto di origine irlandese, che si è ispirato alle residenze georgiane di Dublino. Dal 1801 ad oggi vi hanno abitato tutti i presidenti degli Stati Uniti, molti di essi apportando cambiamenti: Roosevelt aggiunse la piscina, Nixon la pista di bowling, Carter i pannelli solari sul tetto poi eliminati da Reagan, Clinton il percorso jogging, W. Bush un campo da Tee-Ball.

…e quelli della storia
The Mall, l’ampio spazio realizzato nel XIX secolo su cui si affacciano i maggiori monumenti e musei della città, è delimitato alle due estremità dal Campidoglio e dal Lincoln memorial. I cittadini vengono qui a manifestare contro il governo, a fare jogging godendo di una vista spettacolare, a visitare i musei e a confrontarsi con i simboli dell’identità nazionale. I principali monumenti sono dedicati ai presidenti che hanno fatto la storia del paese. Il più appariscente è l’obelisco in marmo alto 169 metri dedicato a George Washington, da cui si gode una spettacolare vista sulla città. Un tempio è dedicato a Thomas Jefferson, autore della dichiarazione d’indipendenza, un altro a Roosevelt, l’autore del New Deal che portò gli Stati Uniti a partecipare alla seconda guerra mondiale, un altro ancora a Lincoln, che garantì l’unione nazionale vincendo la guerra di Secessione e abolì la schiavitù. Sulla scalinata del Lincoln Memorial Martin Luther King nel 1963 pronunciò il suo famoso discorso "I have a dream".
Altri memoriali ricordano i caduti americani in Vietnam, durante la seconda guerra mondiale e in Corea. L’unico monumento dedicato a un singolo personaggio che non fu presidente è quello di Martin Luther King. Mentre la figura di John Kennedy è commemorata solo nel cimitero di Arlington, altro luogo suggestivo della città.
La storia nei musei
Il museo più visitato in assoluto di Washington è quello dedicato alla storia e alla cultura afroamericane inaugurato nel 2016 (vedi la rubrica Appunti di viaggio a pagina 18). È perciò indispensabile prenotare con molto anticipo. Narra la vicenda dei neri d’America suddividendola in tre fasi: dalla schiavitù alla libertà (1400-1877), il periodo della segregazione (1876-1968) e l’America che cambia (dal ‘68 in poi). Altri musei aiutano a meglio capire la storia degli Stati Uniti, sottolineandone vari aspetti. Il National museum of american history possiede una collezione di 16 milioni di oggetti, che testimoniano l’essenza dello sviluppo sociale e materiale degli Stati Uniti. Il Corcoran gallery of art ospita la migliore collezione al mondo di arte americana del XIX secolo. Imponenti anche il Museum of natural history e il celebre Air and space museum dedicato alla conquista dello spazio. L’entrata alla maggior parte di questi musei, che sorgono lungo il Mall, è gratuita.

Un angolo di paradiso
Chi desidera rilassarsi immergendosi nel passato non manchi una passeggiata lungo tranquille strade residenziali fiancheggiate da abitazioni in stile federale, ben restaurate, nell’antico quartiere di Georgetown. Sull’animata M street si trovano lussuosi negozi, bar e ristoranti, ma basta discostarsi di pochi metri sulle strade perpendicolari e parallele, come la N street, per scoprire la vecchia America. Abitazioni aristocratiche che trasudano storia dai loro muri. Sbirciando all’interno di queste ville ottocentesche si intuiscono arredamenti antichi con quadri di antenati. Al numero 3307 di N street abitò John Kennedy con sua moglie Jacqueline prima di diventare inquilino della Casa Bianca nel 1961. Al fondo della via sorge una delle più antiche e prestigiose università degli Stati Uniti: la Georgetown University, dove hanno studiato illustri personaggi tra cui Bill Clinton, con la sua alta torre dell’orologio in stile medievale, la graziosa cappella e il placido cortile interno. Poco distante, l’ottimo "1789", uno dei migliori e più antichi ristoranti di Washington. Il quartiere di Georgetown risale al Settecento e fu fondato da immigrati scozzesi. Alla fine di quel secolo ospitava un fiorente porto grazie alla sua ubicazione all’estremità del corso navigabile del fiume Potomac.

(1. - continua)
07.07.2019


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