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Vertice risolutore tra Trump e Xi Jinping al G20 di Osaka
Immagini articolo
Gli Usa tolgono i dazi
alle importazioni cinesi
R.C.


Siamo di nuovo in pista". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato così la sospensione dei dazi sulla Cina a margine del vertice del G20 a Osaka.
Washington farà dunque marcia indietro. Di più. "I due Paesi riprenderanno i colloqui sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco", ha riferito l’agenzia di stampa cinese ufficiale Xinhua, dopo l’incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. "Almeno per il momento - ha precisato Trump - non imporremo nuove tariffe o rimuoveremo quelle esistenti, continuando a negoziare".
Secondo i resoconti del summit, durante l’incontro Xi ha sottolineato la necessità del dialogo piuttosto che dello scontro. "La cooperazione e il dialogo - ha affermato il leader cinese - sono migliori dell’attrito e dello scontro". Da parte sua Trump ha risposto che un accordo commerciale leale con la Cina sarebbe storico e che la speranza è di poter continuare a fare qualcosa che sarà veramente storico e grande per entrambi i paesi.
Il tema commerciale ha preso il sopravvento al G20, che è diventato il nodo fondamentale della guerra dei dazi tra Usa e Cina che ormai imperversa da un anno. All’inizio di maggio, dopo una prima moratoria scattata a inizio anno, i colloqui erano precipitati clamorosamente, quando i più si aspettavano che si potesse arrivare a mettere il punto finale alla vicenda. Trump ha fatto salire dal 10 al 25% i dazi su beni per 200 miliardi di import dalla Cina. Fino ad ora le tariffe hanno colpito prodotti cinesi per 250 miliardi, mentre le minacce si sono estese su altri 325 miliardi di flussi commerciali.
Da quel momento sono ripartiti gli attacchi reciproci su chi fosse il responsabile del logoramento dei rapporti, con l’aggravarsi peraltro anche della guerra tecnologica simboleggiata dai bandi americani sulle tecnologie della cinese Huawei. Sulla quale, ha garantito Trump dal Giappone, è arrivata una concessione: "Le compagnie Usa possono vendere attrezzature a Huawei - ha detto Trump alla fine del G20 -, non ci sono grandi problemi con la sicurezza nazionale".
Ripercorrendo quanto accaduto nelle ultime settimane, a maggio er chiaro che solo un eventuale incontro riservato tra Xi e Trump sarebbe stata l’unica carta in grado di rompere la nuova impasse. Un braccio di ferro che, ha quantificato la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, potrebbe già essere costato 450 miliardi all’economia globale.
Trump ha colto l’occasione della visita orientale anche per rilanciare la palla nel campo della Corea del Nord. Via Twitter, naturalmente. "Dopo alcuni importanti incontri, incluso il mio  con il presidente cinese Xi, lascerò il Giappone per la Corea del Sud (insieme al presidente Moon) - ha scritto il tycoon sul social -. Mentre sarò lì, se il presidente Kim del Nord vede questo messaggio, lo incontrerei al confine anche solo per stringergli la mano e salutarlo (?)!". Il riferimento al confine è la zona demilitarizzata (Dmz) che divide le due Coree all’altezza del 38esimo parallelo. La Corea del Nord ha detto di considerare molto interessante l’invito e di attenderne uno ufficiale. Lo stesso presidente cinese Xi ha detto di auspicare una ripresa del dialogo anche sul versante tra Usa e Corea del Nord.
30.06.2019


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