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Tensioni in Libia in vista del summit per la pace di Berlino
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Il generale Haftar
"blocca" il petrolio
R.C.


Le milizie fedeli al generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che contende la Libia al primo ministro libico riconosciuto dall’Onu, Fayez al-Sarraj, hanno chiuso i porti petroliferi in tutta la "mezzaluna petrolifera" dell’Est nel territorio libico. Bloccata l’esportazione del greggio
Un duro colpo per la Conferenza di pace di Berlino prevista per questa domenica. L’incontro, voluto dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo il fallimento del summit di Mosca, punta ad avviare il processo di pace che dovrebbe portare a una soluzione negoziale del conflitto sotto l’egida delle Nazioni Unite, con nuove elezioni e nuovo governo, dopo aver consolidato la tregua.
L’agenzia russa Tass ha anticipato alcuni passaggi del documento finale della conferenza. "Chiediamo - si leggerebbe nel testo - che sia stabilito un governo libico unico, unitario, inclusivo e efficace".  Che si torni per davvero alla politica e alla diplomazia è ancora molto incerto. L’Unsmil (la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia) ha espresso profonda preoccupazione per il blocco dell’esportazione del greggio: "Questa mossa potrebbe avere conseguenze devastanti prima di tutto per il popolo libico, che dipende dal libero flusso di petrolio per il suo benessere".  
Il presidente turco, Tayyip Erdogan, che ha inviato militari in Libia per fornire assistenza al governo ufficiale, ha detto che il generale Khalifa Haftar "non è un uomo affidabile. Ha continuato anche ieri a bombardare Tripoli nonostante la tregua". Intanto Haftar ha scritto al presidente russo Vladimir Putin ringraziandolo per "gli sforzi" per la pace. Si dice pronto a tornare a Mosca per continuare a discutere di una soluzione pacifica per la Libia.
19.01.2020


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