Più casi di tumore della pelle nella Confederazione
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Il melanoma in Svizzera
marcia più velocemente
CRISTINA GAVIRAGHI


Oltre 25 nuovi casi all’anno ogni 100mila abitanti, questa la diffusione del melanoma in Svizzera. Un numero tra i più alti d’Europa, insieme a quelli di Olanda e Paesi Scandinavi, che colloca il più temibile tumore della pelle al quarto posto tra i carcinomi più frequenti nella Confederazione.
Si tratta di un cancro che si origina dai melanociti, le cellule contenenti melanina presenti negli strati più superficiali della cute. Non è il tumore della pelle più diffuso, ma è il più pericoloso perché aggressivo e capace di metastatizzare. Tra le neoplasie solide è quello con il più alto tasso di incremento al mondo. L’Oms ha stimato un aumento della sua incidenza superiore al 200 per cento negli ultimi 30 anni, complici l’invecchiamento della popolazione e l’abuso dell’abbronzatura artificiale e dell’esposizione non protetta al sole.
Anche in Svizzera il trend è quello di una continua e rapida crescita, ma qui si registra anche una mortalità tra le più basse d’Europa, segno di una corretta prevenzione e di buone cure. I tipi di melanoma con il più alto incremento sono quelli a uno stadio poco avanzato; questo indica una buona adesione agli screening e un’efficace diagnosi precoce grazie alla quale una patologia così pericolosa può raggiungere tassi di sopravvivenza di oltre il 90 per cento.
Diagnosi precoce e prevenzione sono le chiavi per contrastare il melanoma come sa bene la Società svizzera di dermatologia e venereologia attiva in molte campagne di sensibilizzazione sulla questione. Dalle informazioni sui fattori di rischio per la patologia come un’eccessiva esposizione ai raggi Uv, avere pelle, capelli e occhi chiari, la presenza di molti nei e familiarità per tumori dermatologici, a notizie sui centri dove effettuare gli screening. Questi si avvalgono di tecniche come l’epiluminescenza, uno speciale metodo di ingrandimento e illuminazione della pelle e di biopsie del tessuto, per confermare la presenza di lesioni neoplastiche. Importante sempre anche l’autoesame dei nei, per individuare un sospetto cambiamento nella loro forma, dimensione e colore.
Se al melanoma, però, si può sopravvivere è anche merito dei progressi che la medicina ha compiuto nell’ambito delle terapie. Quella chirurgica resta l’intervento principale, spesso affiancata dalla radioterapia, specie se si tratta di un melanoma superficiale e circoscritto, ma sempre più si aggiungono trattamenti innovativi che portano a risultati solo qualche tempo fa insperabili.
I farmaci immunoterapici stimolano il sistema immunitario a reagire contro il tumore ed esistono anche terapie mirate che colpiscono precisi bersagli molecolari del melanoma, come proteine coinvolte nella regolazione della crescita cellulare derivanti da geni che nel cancro sono in forma mutata, come ad esempio il gene Braf. Terapie che si affiancano a quelle più tradizionali e utili soprattutto nei tumori in fase avanzata. E tante altre sono le cure in fase di sperimentazione, per fare in modo che, nonostante la continua crescita, il melanoma faccia sempre meno paura.
04.02.2018


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