Le nuove tendenze nel carrello, meno smartphone...
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La spesa verde cambia
alimentazione e bilanci
ANDREA BERTAGNI


Pomodori, insalata, formaggio, ma anche uova e carne. Nel carrello della spesa degli svizzeri entrano sempre più prodotti biologici, mentre la spesa marcia sul posto. Sembra un paradosso, ma non lo è. Se da un lato il commercio al dettaglio in Ticino da gennaio a luglio ha segnato una flessione dello 0,4%, dall’altro le vendite di prodotti biologici non sono mai state così alte. Si spende insomma meno per vestiti, smartphone e viaggi ma non si rinuncia alla qualità in tavola. Anche se non è a buon mercato. Una bistecca di manzo bio, secondo l’Ufficio federale dell’agricoltura, può costare anche il 50% di più di una "convenzionale".
Sarà anche così, ma Remo Pisciani, non rinuncia alla spesa verde. "È vero, è più costosa, ma ne vale la pena - dice - è più genuina, più sana e il più delle volte si finanziano i nostri contadini".
La prova di un’inversione di tendenza dei consumi arriva anche dall’Ufficio federale di statistica. In agosto gli svizzeri hanno scelto di "risparmiare" sugli acquisti non alimentari, le cui vendite sono calate dell’1.2%, meno sul cibo, che ha segnato una flessione dello 0.4%. Alla cucina quindi non si rinuncia. Anzi. Si investe, puntando sul bio. Come Germana Volpi. "Compro biologico, anche se costa di più - dice -. Sono consapevole che così posso spendere meno per altro ma  al cibo buono non dico mai di no".
La spesa verde ha conquistato anche Zoran Vasiljevic. Pur con delle attenuanti. "Compro prodotti ecologici che hanno meno impatto sull’ambiente - sottolinea -, anche se tutti i generi alimentari dovrebbero rispettare la natura. In questo senso, se posso, coltivo direttamente gli ortaggi che mangio".
Fatima Bravo va invece controcorrente. "I prodotti biologici non li compro, costano davvero troppo - taglia corto -. Nella mia spesa faccio solo attenzione a quelli senza lattosio perché sono intollerante al latte". Eppure, secondo Bio Suisse - il marchio che riunisce 7.100 aziende agricole ed orticole, gli svizzeri sono addirittura campioni del mondo per la spesa di prodotti biologici: ogni anno  360 franchi a testa. E il 56% dei consumatori mette un prodotto bio nel carrello ogni giorno o più volte alla settimana.
Risparmiare senza rinunce è comunque possibile. Almeno secondo Stephanie Rauer che assieme ad altre mamme del Bellinzonese fa da tempo la spesa senza sacchetti e plastica. "Invece di comprare carne tutti i giorni - sostiene - si può anche scegliere di consumarne meno, cercando di evitare gli sprechi". Di fronte a certi prezzi dei prodotti green non si può comunque evitare un soprassalto. "Vero, ma il problema è che a costare troppo poco sono i generi alimentari convenzionali - osserva Rauer -, io farei pagare molto di più questi ultimi visto che a volte sono responsabili di danni ambientali non indifferenti".
Di sicuro, le economie domestiche, sempre secondo l’Ufficio federale di statistica, quando si tratta di aprire il portafoglio fanno le loro scelte. Nel 2012 era il 54% del budget familiare a finire nel frigo, mentre nel 2016 solo il 52%. Ma sacrifici, sempre nello stesso periodo, sono stati fatti anche per i beni di consumo, come abbigliamento (-0.2%), arredamento (-0.4%), acquisto di auto (-0.4%), macchine fotografiche e computer (-1%), giochi e attrezzature sportive (-0.2%), giornali e libri (-0.1%) e viaggi (-0.5%). A subire una contrazione, sempre dal 2012 al 2016, sono state anche le spese per la scuola e per la formazione (-0.1%) e per la cura del corpo (-0.2%), come parrucchiere e estetista. Del resto a subire un’impennata ci hanno pensato i premi di cassa malati. In Ticino, ad esempio,   aumenteranno del 2,5 per cento.
abertagni@caffe.ch
06.10.2019


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