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Tre quarti dei cani ha problemi comportamentali
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Ansia., stress e paura...
ecco cosa nasconde Fido
PATRIZIA GUENZI


L’apparenza inganna. I nostri amici a quattro zampe, anche quelli che paiono più tranquilli e flemmatici, in realtà devono fare i conti con quella brutta bestia dello stress. Un nemico che angoscia non solo le giornate di molti di noi. Ha ormai “contagiato” anche i nostri amici a quattrozampe. Negli ultimi anni, infatti, s’è visto un aumento delle richieste di aiuto a veterinari comportamentalisti per cercare di individuare la fonte del malessere del pet casalingo. Scarpe mordicchiate, pipì sul tappeto, fughe… Un malessere da non sottovalutare. Almeno stando ai risultati di uno studio sui cani pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dal gruppo dell’università finlandese di Helsinki. Stando ai ricercatori, a creare più preoccupazione è l’ansia, riscontrata, è stato preso un campione di 13715 cani, nel 72,5 per cento di loro. Il risultato? Abbai eccessivi, distruzione di oggetti, reazioni esagerate, paura e aggressività.
Andando più nel dettaglio dello studio - che sottolinea come le ansie di Fido riducono la loro qualità di vita e possono portare alcuni padroni a rinunciare a loro (vedi riquadro) - la causa principale del malessere è il rumore. Il 32% dei cani del campione entrava in uno stato di ansia sentendo un rumore, al primo posto i fuochi d’artificio. In realtà i cani si agitano anche quando ci sono i tuoni, ma questo succede soprattutto con l’avanzare dell’età.
C’è poi la paura, che è la seconda forma d’ansia più comune, riscontrata nel 29% dei cani. Paura dei loro simili nel 17% del campione; degli estranei nel 15%; paura di situazioni sconosciute nell’11%. Inoltre, i ricercatori hanno notato che i cani maschi sono più spesso aggressivi e iperattivi rispetto alle femmine, ma queste sono però più paurose. Un altro problema con cui molti proprietari devono fare i conti è l’ansia da separazione. Tra i cani considerati nello studio riguardava il 5% di loro.
Se spesso questi comportamenti hanno in gran parte una componente genetica, le statistiche evidenziano anche un altro aspetto: la razza. Il lagotto, tanto per fare un esempio, è il più sensibile al rumore dei tuoni, mentre i bastardini temono l’altezza e le persone sconosciute. Conta anche il sesso dell’animale. Se le femmine incontrando cani o persone mai viste reagiscono con la paura, i maschi diventano invece aggressivi.
Certo, reazioni, comportamenti, modi di agire dei nostri animali molto dipendono da come li gestiamo. Sovente siamo noi il (principale) problema. Ad esempio, un errore è quello di volerli umanizzare (vedi sotto). Un altro errore è l’addestramento. Se autoritario, rischia infatti di rendere il cane più stressato con effetti che perseguono nel tempo. Inoltre, quando si comporta male non bisogna mai sgridarlo né strattonarlo al guinzaglio può essere davvero controproducente. A sottolinearlo un altro studio condotto all'Università di Porto, in Portogallo. Sono stati filmati una quarantina di cani addestrati con rinforzi positivi (giochi e cibo per premiare i comportamenti corretti) e confrontati con 50 cani addestrati con rinforzo negativo (richiami a voce alta, strattonamenti e pressioni per indurre la seduta). I quattrozampe educati con rinforzi negativi hanno mostrato forti segnali di stress, leccandosi più volte le labbra e sbadigliando. Infatti, dal test della saliva, prima e dopo l'addestramento, è emerso un innalzamento del cortisolo, l’ormone dello stress.
Insomma, sembra facile assicurare il benessere al nostro pet casalingo. Non è così. Prima di adottarne uno, quindi, valutiamo bene quanto e cosa siamo disposti, davvero, a modificare i nostri eventuali problemi comportamentali.
pguenzi@caffe.ch
17.05.2020


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