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Il business dei matrimoni in forte crisi, si spera nel 2021
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L'incertezza va a nozze
e le coppie rinviano il sì
ANDREA BERTAGNI


Nell’incertezza meglio rinviare all’anno prossimo. Niente matrimoni quest’anno in Ticino. Se ne riparla nel 2021. Almeno questa è la sensazione degli addetti ai lavori. Dai fioristi alle aziende di catering, passando per chi taglia, cuce e realizza su misura abiti nuziali. Il coronavirus ha fatto saltare anche il "fatidico sì".
Nessuno, o quasi, si prende il rischio di sposarsi quest’estate e neanche in settembre. Anche se il divieto non c’è più, sempre meglio non rischiare. E rinviare tutto a quando si potrà di nuovo festeggiare per davvero. Con tanti invitati, soprattutto. "I mesi di giugno, luglio e agosto solitamente per noi significano nozze - spiega Loredana Tucci, fioraia di Lugano e membro di comitato dell’associazione fioristi ticinesi -, mentre quest’anno non se ne parla proprio. Anche chi aveva previsto di sposarsi in settembre, ha deciso di posticipare tutto all’anno prossimo". Qualche irriducibile in realtà c’è. Ma sottotono. Nessuna particolare decorazione. "Solo qualche bouquet", precisa Tucci.
Anche chi organizza catering non pare ottimista. "Piano piano qualcuno si è rifatto vivo - dice Marco Conte della Gabbani di Lugano - ma la maggior parte ha posticipato. Di positivo c’è che l’anno prossimo sarà tutto completo, anche se la mancata attività del 2020 si farà sentire".
Più ombre che luci anche alla Backstage di Chiasso. "Non abbiamo fatto un evento che sia uno - sottolinea Mario Di Mauro -, è tutto bloccato e anche per i prossimi mesi sarà molto dura". Il motivo principale è che un matrimonio non lo si organizza da un giorno all’altro. "Non è mai una cosa oggi per domani - riprende Di Mauro -, ci vogliono almeno due-tre mesi per pianificare tutto quanto. Inoltre, la chiusura della frontiere non ha certo facilitato, anzi, ha giocato un ruolo non indifferente". Perché con i confini bloccati gli invitati non possono spostarsi. E senza invitati non c’è vera festa.
Anche per Maruska Vitali, che ha un’agenzia di catering a Bellinzona, il presente non è roseo. "Molti hanno fatto marcia indietro - dice -, verso fine mese abbiamo tre matrimoni in un fine settimana, ma è la classica eccezione che conferma la regola". Vitali solleva un ulteriore punto interrogativo. Ed è quello dell’applicazione delle direttive di sicurezza sanitaria. "Dovremo capire come muoverci, rispettando le varie regole. Inoltre, non posso nascondere che tra i dipendenti c’è una certa preoccupazione. Il dubbio è che tra gli invitati vi sia qualcuno che ha contratto il coronavirus e potrebbe dunque essere ancora contagioso".
Un dilemma che chi compra abiti da sposa e bomboniere ha preferito non dover affrontare. Evitando le nozze. "È davvero un anno orribile - osserva Ursi Genazzi, che ha un negozio dedicato alle spose e ai matrimoni a Locarno -, non è facile andare avanti e resistere, anche se io per fortuna riesco a sopravvivere grazie anche all’attività di sartoria". Anche chi aveva prenotato abiti, confetti e bomboniere ha insomma deciso di rinviare il "fatidico sì". "Avevo una prenotazione per questo mese, ma la cliente ha scelto di annullare tutto - conclude Genazzi -, un’altra signora, che in realtà non aveva ancora una data, alla fine ha però preferito rimandare tutto all’anno prossimo".
an.b.
27.06.2020


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