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Con l'età aumentano le prescrizioni e le interazioni
Gli "over" corrono il rischio
di affollamento terapeutico
ANTONINO MICHIENZI


In Svizzera, un quarto delle persone con più di 65 anni assume almeno 5 farmaci al giorno. Un dato che basta da solo a comprendere quanto sia complesso gestire le terapie quando, superata una certa età, gli acciacchi si moltiplicano e ognuno di essi ha bisogno di un medicinale per essere tenuto a bada.
Prendere contemporaneamente tanti farmaci aumenta il rischio di interazioni tra i diversi principi attivi. "Si tratta di una situazione di affollamento terapeutico certamente di non facile gestione - spiega Alberto Corsini, professore ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano, La Statale -. E naturalmente, quando possibile, bisogna ridurre le prescrizioni togliendo quelle che non servono". Però, secondo il farmacologo, occorre chiarire due aspetti: "Quando un paziente è allo stesso tempo iperteso o ha avuto un infarto, è diabetico, fatica a dormire, i farmaci per queste condizioni sono tutti importanti". Il secondo aspetto è che "quasi tutte le interazioni sono note: emergono, dapprima, negli studi clinici che servono per approvare il farmaco e, dopo, una volta che il farmaco è disponibile, attraverso la cosiddetta farmacovigilanza".
Quindi assumere molti farmaci non è né un’esagerazione né un salto nel buio. Il fatto che le interazioni siano note non significa però che siano di facile gestione. Specie quando i farmaci sono prescritti da specialisti diversi. "È per questo che è importante che sia presente una persona che coordini queste azioni", dice Corsini. Un ruolo che spetta al medico di famiglia, che è il professionista che meglio conosce il paziente.
Se le interazioni tra i farmaci di prescrizione hanno un supervisore in grado di prevenirle e controllarle, ciò che invece rischia di essere molto pericoloso per questi pazienti è quella che viene definita "polifarmacia", vale a dire la possibilità che un malato, in completa autonomia, assuma prodotti di libera vendita (per esempio integratori, nutraceutici, prodotti da erboristeria). Anche se non si tratta di farmaci, le sostanze contenute in questi prodotti possono interagire con i medicinali producendo gli effetti più vari, a volte anche molto pericolosi. È quindi opportuno chiedere sempre il parere del proprio medico o del farmacista prima di avventurarsi nell’assunzione di questi prodotti.
11.07.2020


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