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L'emittente culturale ticinese ha più quote di mercato
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Rete due svetta in Svizzera
rispetto alle altre radio Ssr
ANDREA BERTAGNI


Rete Rete, la radio "culturale" della Rsi, ha una quota di mercato più alta delle omologhe Ssr della Svizzera tedesca e romanda. Per quota di mercato si intende il numero di apparecchi accesi che si sintonizzano sull’arco di un determinato orario su una singola emittente. Sicuramente, come emerge dal rapporto di gestione 2019-2020 della Ssr, Rete due in Ticino ha la fetta di mercato più bassa (3,8%) del settore. Ma "svetta", se confrontata con Radio Srf 2 Kultur, la radio culturale delle radiotivù pubblica svizzero tedesca, ed Espace 2, la radio "affine" della Radiotelevisone romanda (Rts). La quota di mercato di Radio Srf 2 Kultur è del 2,9%, mentre quella di Espace 2 è dell’1,6%, si può leggere nel rapporto di gestione.
Chiaramente, Rete due nel confronto con le radio culturali pubbliche del resto del Paese perde per numero medio di ascoltatori - l’ultimo rilevamento le riconosce 19mila contatti - giacché Radio Srf 2 Kultur (196mila) ed Espace 2 (46mila) possono contare su un bacino molto più ampio di popolazione.
Tra parentesi, fra le ticinesi, a primeggiare, secondo i dati raccolti per il 2019 da Mediapulse, è Radio3i con una quota di mercato del 13.2% e 82mila contatti medi giornalieri. A seguire Radio Ticino con una fetta del 5.5% e 41mila ascoltatori.
Già, ma chi ascolta oggi la radio?  A fornire l’identikit è sempre Mediapulse, stabilendo che nell’arco di una settimana il pubblico è leggermente più femminile che maschile. Di sicuro, le donne amano sintonizzarsi soprattutto il sabato e la domenica, dove il confronto non ha paragoni. Un altro dato fornito è quello dell’età. Dato che dimostra come il pubblico più numeroso sull’arco di sette giorni sia quello con più di 60 anni. Mediapulse però non si ferma qui e fornisce anche il giorno della settimana in cui si ascolta di più la radio. Qual è? È il giovedì.
L’identikit prende in considerazione anche il grado di formazione degli ascoltatori. Ebbene, secondo Mediapulse il radioascoltatore ticinese ha soprattutto una formazione professionale alle spalle (apprendistato). Sul secondo scalino c’è chi ha conseguito la maturità o un diploma di laurea.
Rete due nel frattempo, come si è sentito nei giorni scorsi, cambierà. Da una parte c’è chi, come i sindacati e le associazioni di categoria, è preoccupato e teme uno "smantellamento". Dall’altra c’è chi inserisce il cambiamento in un rinnovamento della proposta culturale radiotelevisiva pubblica nel suo insieme.
Quel che è certo è che "le persone che lavorano esclusivamente o parzialmente per Rete due - spiega Doris Longoni, responsabile comunicazione Rsi - sono oggi 49 e coprono gli ambiti seguenti: approfondimento e attualità, eventi e musica (inclusi Orchestra della Svizzera italiana, Jazz, Paganini e showcase), prosa radiofonica e assistenti per back office".
Il progetto di rinnovamento su cui la Rsi sta lavorando, ha spiegato in un post su Facebook il direttore, Maurizio Canetta, "prevede che Rete uno diventi una rete di cultura, informazione e sport, Rete due una rete prevalentemente musicale (con la giusta e forte attenzione alla musica di qualità, alla classica e al jazz), di attualità culturale e di eventi (concerti, teatro, conferenze e simili) e Rete tre diventerà la rete dell’intrattenimento, ovviamente con accenti di società secondo i canoni e il mandato di servizio pubblico".
an.b.
12.12.2020


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