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Una nuova forma di lotta nata in Francia e ora in Svizzera
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"Occupiamo per protesta
perchè noi siamo zadisti"
ANDREA STERN


In Francia sono una realtà da diversi anni. Sono finalizzate a contrastare progetti di aeroporti, centri commerciali, dighe o ferrovie. A volte hanno successo, altre no. In Svizzera la prima Zad (zone à défendre) è comparsa qualche mese fa. Con l’obiettivo di impedire l’estensione di una cava di calcare nel canton Vaud.
Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre diverse decine di individui hanno preso possesso di un terreno di proprietà del cementificio Holcim a Eclépens e vi hanno costruito in fretta e furia un villaggio. Al sorgere del sole il prato era costellato da tende e capanne, attorniate da barricate e filo spinato.
Mentre la casa abbandonata al centro del terreno era tappezzata con striscioni inneggianti alla resistenza. "Di fronte alla lentezza dei mezzi giuridici, all’impunità delle multinazionali, all’assenza di leggi che consentano di difendere realmente la natura, noi occupiamo - le parole dei "zadisti" in un comunicato -. Occuperemo questo terreno fino a quando la minaccia rappresentata da Holcim non sarà rimossa".
Il progetto osteggiato prevede l’estensione della cava esistente su un terreno che gli ambientalisti considerano di particolare pregio. Holcim, principale produttore di cemento in Svizzera, intende estrarvi 8,4 milioni di metri cubi di calcare onde evitare il rischio di una penuria di materiale indigeno.
Dopo aver affrontato sull’arco di sette anni diverse opposizioni di stampo ambientalista, nel maggio scorso il progetto è stato approvato dalle autorità cantonali, seppur in versione ridotta. Ora è pendente un ricorso al Tribunale federale ma evidentemente gli oppositori nutrono poche speranze nella via giudiziaria. E quindi hanno deciso di passare all’azione con una modalità di contestazione inedita in Svizzera. Una "Zad", autobattezzatasi "orchidee contro cemento".
"Sosteniamo gli sforzi delle diverse associazioni che si sono battute per questa collina - affermano gli "zadisti" -, scegliendo un nuovo modo d’azione, quello dell’occupazione. Ci rifiutiamo di lasciare in mano alle multinazionali la possibilità di distruggere degli interi ecosistemi, con attività che mettono in pericolo il nostro futuro".
Holcim ha sporto denuncia per violazione di domicilio. Mentre gli abitanti della zona sono divisi. Il biologo Alain Chanson, vicepresidente di Pro Natura Vaud, definisce la Zad "il più bel regalo che potessimo ricevere dopo sette anni di battaglie".
Alcuni cittadini portano viveri agli occupanti per incoraggiarli a resistere. Altri ricordano l’abbondante centinaio di posti di lavoro garantiti da Holcim. Mentre Claude Dutoit, sindaco di Eclépens, ha ribattezzato la Zad in "zone à déchets", per sottolineare la pessima impronta ecologica lasciata da una cinquantina di persone che trascorrono notte e giorno su un’area priva di qualsiasi servizio. E che intendono restarvi "fino alla vittoria".
In realtà già negli Anni ‘90 esisteva qualcosa di simile alle Zad. Si chiamavano Taz, zone temporaneamente autonome e richiamavano all’autogestione.
a.s.
12.12.2020


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