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Un'associazione ha digitalizzato terapie e corsi
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Online in soccorso
a chi ha il Parkinson
ANDREA BERTAGNI


Aiutare chi ha il morbo di Parkinson a uscire dall’autoisolamento, attraverso il movimento, la socializzazione e anche il web. Sono questi i principali obiettivi e metodi dell’associazione ticinese  Progotan, nata circa un anno fa, con l’intento di assistere chi è affetto dalla malattia, che in Svizzera affligge circa 15mila persone.
Una malattia neurodegenerativa che ha un’evoluzione lenta ma progressiva. E incurabile. Ma anche una malattia che si può prendere di petto, affrontare e alleviare anche con il movimento. "Ma anche con la socializzazione", dice Giuseppe Sarcinella che con l’associazione, partner di Parkinson Svizzera, ha dato il via a tutta una serie di attività riabilitative online per il Parkinson.
Sì, online. "L'attuale pandemia e le conseguenti restrizioni ci hanno portato a rendere accessibili online le tecniche riabilitative non più fruibili in presenza, e a partire dal primo lockdown nella primavera del 2020 abbiamo già erogato più di 600 ore di servizi", precisa.
Tutto il programma riabilitativo è legato da un filo conduttore ed è svolto da un team di terapisti qualificati che integrano nelle proprie lezioni le tematiche e gli obiettivi condivisi in incontri periodici di programmazion. "Il partecipante ai corsi online - riprende Sarcinella - può quindi godere di un programma di attività settimanali coerente e ancora più efficace".
Accanto alla fisioterapia o alla stimolazione cognitiva, ai pazienti vengono quindi, ad esempio offerti corsi di tango, tai chi, zumba e yoga. "Ogni paziente - mette in luce Sarcinella - ha le sue caratteristiche. Ecco perché "costruiamo" un pacchetto di terapie personalizzate. È come preparare un piatto in cucina. L’approccio è perciò multidisciplinare".
Fermo restando che "è il movimento ad avere la parte più efficace della terapia. Non potendo più lavorare in presenza, abbiamo quindi trasferito tutto sull’online. Oggi a mezzogiorno, ad esempio, abbiamo fatto un collegamento online con tutti i nostri pazienti e insieme a loro abbiamo cucinato una ricetta".
Evitare l’isolamento. È anche questa una terapia. Anche così si accompagna chi è affetto dal morbo di Parkinson. Ecco perché l’associazione, accanto alla medicina tradizionale e a quella complementare, propone anche momenti in cui si ascolta musica, si gioca e ognuno  racconta le proprie storie personali.
Partecipare ai corsi è semplice: basta una connessione a internet e un device (computer, tablet o smartphone) con telecamera e microfono
"L’aspetto fondamentale del nostro metodo - riprende Sarcinella - è che le lezioni sono a numero chiuso e tutte supportate da specifici videoclip e animazioni, questo permette ai nostri operatori di essere liberi di osservare ogni singolo movimento del partecipante ed essere pronti ad aiutare, consigliare e correggere in modo più puntuale e personalizzato".
Si inserisce in questo contesto anche l’evento "Swim for Help" organizzato l’anno scorso dall’associazione. Un evento durante il quale i partecipanti, affetti da Parkinson, hanno nuotato da San Nazzaro fino ad Ascona, coprendo una distanza di 1,7 chilometri.
an.b.
27.02.2021


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